Anagni – L’AltrAnagni scrive al sindaco Bassetta

Anna Ammanniti
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L’AltrAnagni, il gruppo consiliare dell’assessore Alessandra Cecilia e del consigliere di maggioranza Alberto Floridi, aveva chiesto al sindaco Fausto Bassetta un dibattito pubblico, per discutere della crisi politica che aveva portato il primo cittadino a rassegnare le dimissioni.

Questa la lettera aperta al sindaco Bassetta: “Caro Sindaco, vista la tua indisponibilità a discutere in consiglio comunale della crisi politica di questi mesi, interveniamo con questa lettera aperta, per chiarire alla città la nostra opinione:
  1. L’ALTRANAGNI come noto nasce per dare voce ad istanze civiche, al di là degli schieramenti e delle logiche di contrapposizione politica fini a sé stesse
  2. Nasce per unire, non per dividere, ed è in questa ottica che alle elezioni del 2014 ha aderito ad una coalizione in tuo sostegno, anziché andare da sola
  3. Dopo questi anni di amministrazione, ci assumiamo la nostra parte di responsabilità per gli insuccessi che stiamo raccogliendo: insuccessi non di risultati “operativi”, ma in termini di distacco con la città alla quale non abbiamo saputo parlare, e di scollamento dentro la maggioranza, culminato difatti con la crisi degli ultimi mesi
  4. Durante la crisi, crediamo si possa riconoscere che L’ALTRANAGNI ti ha sostenuto con lealtà e trasparenza
  5. Con chiarezza (era ancora settembre) ti abbiamo chiesto che la crisi venisse portata alla luce del sole, al dibattito pubblico in consiglio comunale, proprio per non lasciare i cittadini fuori da una vicenda incomprensibile, ma che li riguarda direttamente
Questo non è stato fatto
  1. Tu poi hai scelto la via delle dimissioni, ed anche lì L’ALTRANAGNI ti ha sostenuto, perché vi abbiamo visto finalmente lo squarcio di quel velo di ambiguità che copre le questioni di palazzo
  2. Con il tuo gesto, Sindaco, avevi finalmente dato punti di riferimento alla città, ed avevi alzato l’asticella dei valori abbastanza in alto perché tutti potessero vederla e misurarsi con essa
  3. Quel gesto nelle tue intenzioni doveva essere l’occasione per riallacciare i fili di un dialogo interrotto con la città e con le sue componenti civiche, uno stimolo a guardare avanti in una prospettiva più ampia, sulla base del tuo documento Anagni 2017-2024
  4. Per questo L’ALTRANAGNI ti ha sostenuto, ti ha chiesto di mantenere alta quella asticella, ti ha incitato a mettere intorno ad un tavolo quelle risorse civiche, ed ha chiesto ancora di discutere pubblicamente di quanto stesse accadendo
  5. I fatti dicono che questo non è accaduto:
  6. Hai ritirato le dimissioni senza un chiarimento, con un laconico comunicato stampa
  7. Il tuo documento 2017-2024 si è svuotato ed è diventato un vago indirizzo 2017-19
Non hai avvertito la necessità del minimo dibattito interno, pur avendo perso pezzi della tua maggioranza
  1. Alla nostra richiesta scritta di dibattito consiliare non hai dato riscontro ed ancora oggi ti volti dall’altra parte
  2. Non parliamo degli impegni della regione, avremo modo di verificarli
Questi sono i fatti che chiudono la crisi e segnano il ritiro delle tue dimissioni
  1. Sennonchè, L’ALTRANAGNI ti aveva preso in parola, ed al tuo segnale di rottura di certi equilibri e di certe dinamiche, ha guardato avanti, nella direzione che giustamente tu stesso avevi suggerito, quella che non ha il limite nelle scadenze elettorali e che cerca i fili per riallacciare il dialogo civico in città
  2. Diciamo che abbiamo colto l’occasione della crisi per riprendere il percorso per cui L’ALTRANAGNI è nata
  3. Ebbene, ora ti dobbiamo dire che questa nostra prospettiva mal si concilia con una crisi chiusa tenendo la città ed il consiglio fuori dalla porta, con un orizzonte ridotto dietro l’angolo e con dinamiche interne che restano per lo meno confuse
  4. Questo schema L’ALTRANAGNI non lo condivide, e vogliamo essere chiari: su questi terreni L’ALTRANAGNI non la troverai.
  5. Tu dici che ci tieni al nostro sostegno; lo apprezziamo, e quindi ti diamo il nostro indirizzo: a noi ci trovi dove c’è confronto aperto e trasparente con la città, dove si guarda alla crescita della comunità e del suo senso civico, al di là degli schieramenti, distanti dalle pastette politiche in cui, grazie al cielo, nemmeno ci si chiama a partecipare”.
Anna Ammanniti    
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