Prete di 55 anni trascinato alla sbarra per violenza sessuale nei confronti di un bambino di appena dieci anni.
La vicenda che ha portato al rinvio a giudizio di don Gianni Bekiaris, un prete di 55 anni, risale a sei anni fa quando la vittima ventiseienne, con grossi disagi interiori ed istinti suicidi aveva deciso di farsi aiutare da alcuni specialisti di un Consultorio familiare. In quel contesto il giovane avrebbe raccontato di essere stato violentato per anni da quel parroco per il quale provava una vera e propria sudditanza psicologica. Secondo il racconto della vittima sarebbe stata stuprata quando aveva soltanto dieci anni. Ieri mattina, nel processo che si è tenuto a porte chiuse, sul banco dei testimoni è salita la madre della vittima. La donna avrebbe confermato quello che aveva già dichiarato il figlio ai magistrati inquirenti, vale a dire quando, quando a soli dieci anni e subito dopo aver ricevuto il sacramento della comunione, con la scusa di organizzare una gita con tutti i bambini, aveva abusato del figlio in un albergo dell’Abruzzo. La donna avrebbe poi raccontato di un quadro che parroco aveva regalo al ragazzino raffigurante proprio l’hotel dove era avvenuta la violenza sessuale. Dietro il quadro addirittura una dedica che ricordava i bei momenti trascorsi insieme. Sempre a detta della donna il figlio più volte avrebbe tentato il suicidio a causa dei problemi scatenati dalla violenza sessuale. La situazione era peggiorata quando il prete che aveva subìto un processo canonico, era stato condannato a risercirlo. Quel denaro che aveva ricevuto da don Bekiaris l’aveva fatto stare ancora più male perchè quel parroco non poteva pagare con il denaro la sofferenza che gli aveva causato. Nella prossima udienza fissata per la prima decade di novembre. Il giovane, che si è costituito parte civile è assistito dall’avvocato Carla Corsetti, mentre l’imputato è rappresentato da Vincenzo Pizzutelli. Marina Mingarelli
