Tra poco meno di un mese la procura dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di opposizione all’archiviazione del caso di Marina Arduini, la commercialista di 39 anni scomparsa nel febbraio dal 2007 dalla sua abitazione di Viale Mazzini, a Frosinone. L’avvocato Gennaro Gataleta che sta rappresentando i familiari della commercialista, nell’istanza di opposizione all’archiviazione ha sostenuto che ci sarebbero ancora numerosi elementi da esaminare che potrebbe dare una chiave di svolta a tutte le indagini.
Di certo c’è che gli investigatori nel caso di una proroga delle indagini non dovranno più cercare una persona scomparsa ma un corpo ed un assassino. Il giorno della sua sparizione Marina aveva detto ai genitori che sarebbe andata a presentare una denuncia per il furto che aveva subito il giorno prima nel suo studio. Ma quella denuncia non è stata mai presentata perché Marina nei locali della questura non ci sarebbe mai arrivata. Qualcuno che non voleva che presentasse denuncia l’aveva fermata prima? E perché? Cosa cercava il ladro quel giorno? Registri contabili suoi quali c’era scritto il suo nome? Secondo gli avvocati incaricati dalla famiglia Arduini di far luce sulla vicenda tutto ruoterebbe su quei famosi libri contabili. Le stesse telefonate minatorie ricevute dai genitori di Marina e quel furto nella loro casa potrebbero dare risposte a questa storia che via via che è andata avanti si è sempre tinta più di giallo. Una storia alla quale adesso la procura vorrebbe mettere la parola fine con una archiviazione. L’avvocato Gataleta sostiene, invece, che bisogna puntare sul ritrovamento del corpo. E questo oggi sarebbe possibile consultando la banca dati dei cadaveri che sono in attesa di essere identificati. Il corpo di Marina Arduini potrebbe essere proprio tra quei registri. Marina Mingarelli LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/frosinone-caso-marina-arduini-colpo-di-scena-spunta-un-testimone/
