(di Irene Mizzoni) Ufficialmente il sindaco è andato a Vicenza per battere cassa con la zona franca urbana. Si tratta – questo il messaggio che il sindaco ha voluto lanciare attraverso la stampa amica – di un impegno istituzionale improrogabile al quale doveva andare “per forza” lui di persona. Le dimissioni di Lucarelli e l’individuazione di un nuovo assessore in modo da riequilibrare il peso delle forze che lo sostengono, non paiono al sindaco una questione urgente. Tutt’altro.
Circa la nomina, l’architetto ha spiegato che vuole pensarci bene, per (davvero ci credete?) non sbagliare. Per alcuni questo è sintomo di incapacità politica; per altri è “strategia assistita”, quella che lo avrebbe fatto travestire da ascaro lasciando candidamente “gli altri” ad arrovellarsi, di fatto relegandoli in un angolo, e distraendoli dall’unica vera cosa che conta: la sedia e il potere. Il nome di un possibile sostituto di Lucarelli – ha fatto intendere l’architetto mostrandosi bonario – devono proporlo loro, i forzisti: in questo modo il primo cittadino ha preso tempo, è partito “in missione” sottraendosi…“in questo modo – gli avrà suggerito qualcuno – argini gli amici-rivali e hai tempo di trovare una via d’uscita indolore”. Certo perchè il socialista e casinelliniano De Donatis non può essere preda di un gruppo che non è il suo. Ci sono le Regionali e Forza Italia sarà dall’altra parte della barricata! Lui, l’architetto, ha ambizioni alte e non può macchiarsi così. Lo sa bene: il rosso e l’azzurro, mescolati tra loro, danno origine al viola….un colore che non porta fortuna! Da tutto questo bailamme politico sotterraneo che una certa stampa aiuta ad alimentare, arrivano spesso messaggi subliminali ed emergono beffarde coincidenze: e se la poltrona in giunta fungesse da “zona franca” per qualcuno che parrebbe nei guai? Una sorta di immunità da teleshow. Che ne pensa il pubblico da casa? Votate! Irene Mizzoni
