<<Esperimento sotto al Gran Sasso con combustibile radioattivo, stop Regione. Previsto trasporto materiale radioattivo. Lolli, per ora fermiamo>>.
Questo l’ultimo lancio di agenzia (Ansa) sulla delicata questione che sta facendo mobilitare centinaia di persone, abruzzesi ma anche cittadini del Centro Italia, Lazio compreso.
<<In questi giorni – si legge sull’Ansa – un camion vuoto è venuto dentro il laboratorio del Gran Sasso e ne è uscito, senza trasportare materiale radioattivo, per fare una prova generale del nuovo esperimento. Ma di questa prima attività, sia pure assolutamente neutra, il tavolo congiunto non è stato in nessun modo informato e per ora la fermiamo, chiedendo di sottoporla a ogni controllo”. Così il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, nel corso di un incontro con la stampa per informare l’opinione pubblica sull’esperimento con possibile futuro uso di materiale radioattivo all’interno dei laboratori sotterranei del Gran Sasso. Si tratta dell’ esperimento Sox che prevede l’ utilizzo – come descritto sul sito del programma Cordis dell’ Unione Europea e da pubblicazioni dei ricercatori coinvolti – di una potente sorgente radioattiva di cerio 144 proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo. Preoccupazioni erano state espresse nei giorni scorsi dagli ambientalisti e dal mondo politico>>. Ecco la nota del 10 ottobre pubblicata sul sito de I Laboratori Nazionali del Gran Sasso: <<Il test di trasporto per l’esperimento SOX Il 10 ottobre 2017 si è tenuto un test di trasporto ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) per l’esperimento SOX. Si tratta di un test di trasporto “in bianco”, cioè senza carico, allo scopo di verificare le procedure di trasferimento e movimentazione del materiale. Il test di trasporto e movimentazione, che è in corso in questi giorni, si sta svolgendo in ottemperanza a una prescrizione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nell’ambito di una autorizzazione ministeriale con parere favorevole di Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno (Protezione Civile), Ministero dello Sviluppo Economico e di ISPRA, e in modo coordinato con le Prefetture dell’Aquila e di Teramo. IL PROGETTO BOREXINO-SOX Si basa sull’utilizzo di un innovativo generatore di antineutrini che lavorerà in tandem con Borexino: un rivelatore di neutrini sensibilissimo grazie alla sua ‘radiopurezza’, ottenuta riducendo la radioattività naturale presente normalmente in tutti materiali, e grazie alla sua collocazione sotto i 1400 metri di roccia del massiccio del Gran Sasso, che lo schermano dalla pioggia di raggi cosmici. Grazie alla sua radiopurezza, Borexino è oggi il miglior strumento esistente per lo studio dei neutrini, particelle che esistono in grande abbondanza, ma che hanno massa quasi nulla e sono prive di carica elettrica e quindi interagiscono pochissimo con la materia: per queste loro caratteristiche riescono a fornirci informazioni uniche per la comprensione del nostro universo. Borexino, in funzione ai LNGS dal 2007, ha ottenuto in questi anni risultati scientifici di primissimo piano, riconosciuti in tutto il mondo con pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche, come Nature e Physical Review Letters. Il lavoro di Borexino in tandem con SOX ha l’obiettivo di provare l’esistenza di un nuovo tipo di neutrino: il neutrino sterile, la cui scoperta darebbe un importantissimo contributo per la nostra conoscenza della natura. Infatti, se esistessero, spiegherebbero alcuni effetti che sono stati misurati in molti esperimenti nel mondo studiando i flussi di neutrini. Inoltre, potrebbero contribuire a chiarire il mistero della materia oscura nell’universo. Il generatore di neutrini SOX, in fase di costruzione in Russia sulla base delle più aggiornate tecniche, sarà schermato da uno scudo di oltre due tonnellate di tungsteno. Questo scudo, fabbricato appositamente per SOX, garantisce la totale protezione per le persone e per l’ambiente: la bassissima radioattività residua viene completamente annullata dalla schermatura dell’alloggiamento in cui sarà collocato SOX. Il progetto prevede l’installazione del generatore SOX in prossimità dell’esperimento Borexino, in un alloggiamento che ne garantisce, appunto, il suo totale isolamento rispetto all’esterno. L’obiettivo di SOX è, infatti, produrre solo ed esclusivamente antineutrini, perché anche la minima presenza di radioattività inquinerebbe i rarissimi segnali lasciati da queste particelle, oggetto di studio di Borexino. L’assenza di inquinamento da radioattività è una condizione necessaria per lo svolgimento di tutte le attività di ricerca ai Laboratori del Gran Sasso. Quindi, il totale isolamento dall’esterno del generatore di antineutrini è una condizione indispensabile per ragioni di salute pubblica e ambientali, ma anche scientifiche: se vi fosse anche la minima dispersione radioattiva, infatti, mancherebbero le condizioni per condurre gli esperimenti. Il generatore è, quindi, totalmente sicuro anche in caso di incidenti di trasporto o incendi, come previsto dalle norme internazionali in materia, e può essere utilizzato senza alcuna precauzione particolare. Nessuna esposizione durante il periodo di attività dell’esperimento è dunque possibile, né per il personale dei Laboratori, né tantomeno per la popolazione e l’ambiente. Solo le persone impegnate nelle attività di installazione del generatore nell’alloggiamento predisposto possono quindi essere soggette durante le operazioni a piccolissime dosi di radioattività, dosi di molto inferiori a quelle cui ciascuno di noi è soggetto quando si sottopone a una radiografia ortopanoramica dal dentista, a un esame mammografico, o viaggia su un volo intercontinentale da Roma a New York, durante il quale per via dell’altitudine è sottoposto a una più intensa radiazione cosmica>>. Ecco invece la nota Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua <<Comunicato stampa del 11 ottobre 2017 Gran Sasso, altro che “prove per verificare”, la sorgente radioattiva è stata già acquistata in Russia! Come al solito stampa e attivisti della Mobilitazione Acqua del Gran Sasso fanno uscire le notizie. Regione non pervenuta, trasparenza e partecipazione una chimera. Esperimento SOX totalmente inaccettabile, problema nazionale e direttamente dell’Abruzzo intero (e anche delle Marche). Domani conferenza stampa a Pescara. La sorgente radioattiva russa per il Gran Sasso è stata già acquistata e la prova di questi giorni fa parte dell’iter già pianificato da tempo per arrivare a far partire il progetto. Basta consultare le slide dei ricercatori che presentano il progetto SOX ai loro colleghi per verificare che la sonda è in produzione perchè ordinata definitivamente a dicembre 2016, prima della “prova” di trasporto. Alleghiamo due slide di due diverse presentazioni, fatte a marzo e giugno 2017, con le parti evidenziate da noi in rosso. In una vi è anche l’indicazione sulla prova di trasporto da svolgere, per poi finire con l’annuncio dell’avvio dell’esperimento nei primi mesi del 2018. I Laboratori del Gran Sasso evitino, quindi, di continuare con le pantomime che magari possono trarre in inganno qualche sprovveduto o chi non legge le carte. Già sul trasporto ha cercato di minimizzare quando il documento poi pubblicato da Primadanoi era chiarissimo citando la norma UN2913 che fa riferimento a materiale irraggiato (ad esempio, un contenitore che ha già trasportato sorgenti radioattive). È già sufficientemente incredibile che come al solito siano stati giornalisti e gli attivisti della Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso a divulgare le informazioni ai cittadini su questo esperimento. Rimaniamo quindi allibiti quando leggiamo le dichiarazioni del Direttore dei laboratori Ragazzi su Il Centro (“è soltanto la primissima di una serie di verifiche, procedure, autorizzazioni, per cui se esistono condizioni di sicurezza adeguate, si fa, altrimenti no.”) che cercano in qualche modo di sostenere che è qualcosa di futuribile. Anche il cilindro di tungsteno è stato già prodotto nel 2015. Insomma, è tutto pianificato per trasformare l’Abruzzo e il cuore del Gran Sasso in un set del film con il Dottor Stranamore. Peccato però che qui non siamo di fronte ad una finzione e l’enorme potenziale radioattivo della sorgente è vero. Riteniamo questo esperimento del tutto inaccettabile, altro che prove da condurre. Che cosa vi è da verificare? Che il Gran Sasso è sismico lo sappiamo. Che un forte terremoto crea addirittura dislocazioni di metri come abbiamo visto sul Vettore che nessun ingegnere può gestire, pure. Che il Gran Sasso sia la riserva dell’acqua degli abruzzesi, idem. Tutto ciò è incompatibile con un esperimento di tali proporzioni! Sconvolgente è il silenzio della Regione Abruzzo. Sapeva dell’esperimento? Per questo non voleva mettere in discussione le sostanze presenti nei Laboratori? Per questo non ha voluto nessun rappresentante di associazioni e cittadini nel gruppo di lavoro per il protocollo sull’acqua, magari per evitare domande scomode, alla faccia della Convenzione di Aarhus? Ovviamente ora ci aspettiamo che la Regione operi a tutti i livelli per contrastare lo svolgimento di questo esperimento. Domani giovedì 12 ottobre terremo a Pescara una conferenza stampa per chiarire ulteriori aspetti della questione. MOBILITAZIONE ACQUA GRAN SASSO>>. (foto da Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua) IM
