Il Fondo per le Vittime della Strada risarcirà i familiari dell’operaio di 34 anni che nell’ottobre del 2009 mentre stava percorrendo con il suo ciclomotore una strada di Frosinone venne investito da un’auto pirata. Un risarcimento pari a 800 mila euro.
Ottocentomila euro ai familiari di una vittima della strada deceduta a causa di un’auto pirata. La sentenza, destinata a far discutere, è stata emessa ieri mattina dal giudice del tribunale di Frosinone dr. Casone. La vicenda che ha portato il magistrato a questo maxi risarcimento, risale all’ottobre del 2009 quando un operaio di 34 anni mentre percorreva con il suo ciclomotore via Rattazzi nel capoluogo ciociaro, si schiantò contro un palo dell’illuminazione pubblica. Prima di morire però fece in tempo a dire che era stata una vettura ad investirlo e che aveva causato l’incidente. La moglie, che era rimasta da sola a crescere una bambina di pochi anni, credendo al marito si era rivolta all’avvocato Andrea Dini per essere rappresentata nelle sedi opportune. Il legale difensore aveva incaricato un perito di infortunistica stradale (Giuseppe speranza) ed un investigatore privato ( Annamaria Cerro di Cassino) di reperire elementi e testimonianze che potessero avvalorare quando dichiarato dalla vittima in punto di morte. E proprio da quelle risultanze investigative venne fuori che più di qualcuno quel giorno maledetto aveva dichiarato di aver visto una macchina affiancare il ciclomotore fino ad urtarlo e a farlo balzare sul palo della corrente, Nella giornata di ieri il giudice del tribunale di Frosinone ha pronunciato la sentenza: i familiari dell ‘operaio verranno risarciti con 800.000 euro dal Fondo messo a disposizione per le <Vittime della Strada>. Il Fondo, va detto, provvede tra le tante cose, anche al risarcimento dei danni provocati dalla circolazione di veicoli o natanti non identificati,
