Serie B – Top & Flop di Novara vs Frosinone 2-1: troppo fioretto e poco fiato

Roberto Caporilli
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Il meglio e il peggio di Novara – Frosinone secondo Tg24Sport.

TOP Eugenio Corini. Preparazione del match sontuosa da parte dell’ex centrocampista di Chievo e Palermo. Corini usa nell’impostazione della sfida al Frosinone lo stesso “fosforo” che metteva nella linea mediana quando giocava, aggiungendo anche una sana dose di umiltà, dimostrata dalla scelta di schierarsi praticamente a specchio rispetto agli avversari. Il suo, però, è tutt’altro che catenaccio: il Novara chiude sì ogni spazio ma lo fa aggredendo alto e cercando la profondità appena possibile, un mix che manda in tilt il Leone. Moutir Chajia. Entra e spacca la partita, cosa tutt’altro che scontata per un diciannovenne alla prima, vera esperienza fra i grandi. È la variabile che rende ottima una prestazione fino a quel momento poco più che ordinata e ordinaria del Novara. Il fatto, poi, che abbia dichiarato di aver imparato di più in pochi mesi in Italia che in tutto il resto della vita in Belgio è una piccola soddisfazione in un momento tutt’altro che felice del nostro calcio. Il Frosinone potrebbe aver assistito, suo malgrado, alla nascita di una stella. FLOP Il fioretto. Un Frosinone che sta iniziando ad assumere, nelle ultime settimane, la preoccupante tendenza a “specchiarsi”, adagiandosi sugli allori di doti tecniche inarrivabili per gran parte delle compagini avversarie. In Serie B, però, non basta la qualità per vincere le partite, figuriamoci i campionati… Troppo spesso i giallazzurri tirano indietro la gamba o rinunciano a uno scatto per inseguire la palla, il Novara fiuta questo atteggiamento e sbaraglia il fioretto ciociaro usando la sciabola. La condizione fisica. È ormai impossibile nascondere un fatto che le reti nel finale di Sammarco (contro il Bari) e Terranova (contro l’Ascoli) avevano temporaneamente mascherato: la condizione di diversi giallazzurri è lontanissima dall’essere ottimale. Manca “gamba” in mezzo al campo e Gori, per quanto encomiabile, non può sempre correre per tre, si fa fatica a far partire l’azione e pure in zona offensiva latita la lucidità per capitalizzare quel (poco) che si crea.   Roberto Caporilli
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