Editoriale – Sora, De Donatis tra Schietroma e Abbruzzese… ma “A-Do” sta il PD?

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) “Autunno…. di fuoco” per De Donatis e per la sua maggioranza. Protagonisti di tutto sarebbero i colpi incrociati che vedono Schietroma ed Abbruzzese “sparare” senza tregua sulla “scialuppa politica” sorana che galleggia da sempre a malapena in un acquario e fa acqua da tutte le parti.

Si dice che vogliano Sora e la vogliono entrambi, perché così sarebbe stato promesso loro ed in politica i debiti si pagano sempre. Il risultato della strategia elettorale di De Donatis, che per essere chiamato sindaco avrebbe “svenduto” Sora a chiunque, giocando su più tavoli, sembra oramai essere giunto a capolinea. Il trucchetto del “a te dico che do ed all’altro prometto”, è riuscito a stare in piedi per 16 mesi di governo, ma alla fine, come un castello di carte, è crollato a causa della conferenza organizzata a Sora dal gruppo Federativo (clicca qui) che voleva iniziare la canalizzazione dei voti della città verso Cassino. È stata l’Apocalisse. Annullato senza la benché minima spiegazione (clicca qui), l’incontro sembrerebbe aver causato un vero e proprio putiferio politico. Si dice che Schietroma abbia bacchettato duramente De Donatis perché la conferenza “non s’aveva assolutamente da fare” e che De Donatis abbia bacchettato duramente i suoi, impegnati già da giorni e giorni nel ripetere e provare saluti, relazioni, interventi e riflessioni. Dubbi infiniti sulla paternità dei testi che mai nessuno ha avuto la possibilità di ascoltare, perché non si può avere vino buono se l’uva di qualità non è. Altre bacchettate al sindaco De Donatis sarebbero, poi, arrivate da Abbruzzese che, non mollando minimamente la presa, all’inizio di questa settimana, sembra essere arrivato in città per presentare il conto e ripagarsi della pessima figura fatta davanti ai sorani e davanti a tutto il territorio della provincia. Quanto presentato sarebbe senza prova di appello: immediatamente in giunta un assessore espressione di Forza Italia e poi l’impegno del sindaco a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. In caso contrario tutti a casa! Dura per De Donatis barcamenarsi in un mare così in tempesta, perché se da una parte c’è Abbruzzese che scalpita, dall’altra arriva Nencini, (presente a Sora in occasione dell’inaugurazione della fiera) a cui non si può dire di no e poi… “A-DO” sta il PD? Per quale motivo continua a tacere? E perché avvalla tanto sporcandosi per colpe che non ha? In una lotta senza eguali, che trascina ogni giorno Sora sempre più in basso, De Donatis sarebbe tirato per la “giacchetta” da tutti quelli che sono legittimati a farlo. E, nel caos infinito, si sentirebbe nell’aria forte odore di inchieste. Sarebbero inchieste giudiziarie che riguarderebbero messaggi inopportuni, ammanchi presunti ed accordi che è vietato fare. Si mormora che ci siano cose serie in ballo, talmente serie da far sbiancare i volti o volatilizzare gli interessati. Chi ancora parla, continua a parlare soltanto perché proprio non capisce e non sa a cosa va incontro. Sarebbero pronte, nel cassetto del sindaco, le “prime” dimissioni. Sono già firmate, perché indispensabili per spegnere i riflettori su situazioni scabrose ed evitare il peggio. E mentre De Donatis si perde tra i giochi di potere, tra gli intrighi di palazzo e tra i ricatti politici, non sapendo più che pesci prendere e rischiando di affogare nell’acquario, la città giace abbandonata a se stessa, inondata soltanto da sedici mesi di comunicati, con tante chiacchiere e fatti zero. Fa riflettere, in circostanze tanto rilevanti per la città, il silenzio delle penne amiche a fronte di situazioni dove ci sarebbe molto da dire, ma anche questo è parte del gioco ed aiuta a far capire alla gente dove sta e qual è la verità. Così, mentre la prima squadra della pallavolo inizia le sue partite da orfana, in terra straniera, con i cartelli girati al contrario in segno di protesta, la città è oramai consapevole che peggiore amministrazione di questa mai è esistita e mai esisterà. Guardando snobbate le eccellenze ed esaltate le incapacità, Sora resta attonita di fronte al nulla, che è davvero nulla in ogni senso. Stanca di essere “merce di scambio” ed in attesa di grandi novità, la città è pronta a “risorgere”. Passo dopo passo inizia la fine di De Donatis, che nessuno vorrà più ricordare come sindaco. Alessandro Andrelli
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