Sora – La gavetta del soldato Tersigni riconsegnata alla famiglia, delusione per la cerimonia

Sara Pacitto
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Riportiamo la lettera aperta che i coniugi Gianna ed Antonio Respighi hanno voluto inoltrare all’attenzione del sindaco di Sora.

Ricordiamo che grazie ai coniugi Respighi la gavetta rinvenuta in Bielorussia, appartenuta al soldato Antonio Tersigni di Sora, un importante pezzo di storia è rientrato in patria ed è tornato a casa: è fondamentale aggiungere che il cimelio custodiva al suo interno ben 136 piastrine di riconoscimento di altrettanti soldati italiani dispersi o morti durante la Campagna di Russia. Oltre allo straordinario valore affettivo che rappresentano questi oggetti per le rispettive famiglie è evidente la loro rilevanza quale testimonianza di valori da raccontare e tramandare alle generazioni future. Di seguito il testo integrale della lettera «Egr. Sig. Sindaco, Faccio riferimento alla cerimonia che ha avuto luogo il 5 maggio scorso in commemorazione di Luca Polsinelli, nel corso della quale è anche stata riconsegnata alla famiglia la gavetta appartenuta ad Antonio Tersigni, da noi recuperata in Russia. Non potendo prendere parte a questa vostra importante manifestazione per improrogabili impegni, avevamo dato al Capogruppo Alpini di Sora, Massimo Facchini, alcuni suggerimenti per la parte di manifestazione relativa alla consegna della gavetta stessa. Avevamo anche fornito il filmato del servizio che il programma “Chi l’ha visto? ” aveva trasmesso sulla nostra attività nata da un viaggio in Russia. Quella gavetta è stata il contenitore di 136 piastrini di riconoscimento di Soldati italiani morti e dispersi sul fronte russo. Quel filmato viene sempre mostrato anche nelle scuole, perché sappiamo quanto quelle immagini colpiscano la fantasia ed i sentimenti di giovani studenti. Questo a Sora non è avvenuto, purtroppo. Forse la “regia” non l’ha ritenuto importante, ma noi pensiamo invece che si sia persa una bella occasione». Sara Pacitto
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