Un colonnello anticamorra. Centoventotto latitanti di spicco braccati in sette anni quando era a capo del Gruppo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna in provincia di Napoli. Migliaia gli arresti. Il colonnello Fabio Cagnazzo da lunedì 9 ottobre sarà il nuovo comandante provinciale di Frosinone. Prenderà il posto dello stimato collega, il colonnello Giuseppe Tuccio che, dopo quattro anni di permanenza nella caserma di viale Mazzini, andrà a ricoprire un altro prestigioso incarico.
Cagnazzo, quarantasei anni aversano cresciuto nelle più storiche caserme d’Italia, è figlio e fratello d’arte: il padre Domenico è lo storico ed amato generale di Corpo d’armata e autore della cattura di Totò Riina. Il fratello gemello Massimo è comandante provinciale di Avellino mentre l’altro fratello, Salvatore “a breve Generale” è capo ufficio Cerimoniale del Comando Generale. Fabio Cagnazzo è padre di Alessia, diciotto anni ancora da compiere. L’alto ufficiale dell’Arma arriva a Frosinone dopo una lunga esperienza in Kosovo dove si è contraddistinto per coraggio ed umanità. E’ di recente trasmissione sugli schermi dei tg nazionali la scuola per bambini con la sindrome di Dowm che l’Arma dei Carabinieri, e quindi il comandante Fabio Cagnazzo, ha realizzato in quelle zone martoriate dalla guerra e dalla povertà. Un investigatore-segugio che ha consegnato alla Giustizia latitanti pericolosi e sanguinari. Camorristi senza scrupoli e con interessi economici di immenso radicamento. Per citarne alcuni tra i tanti: Vincenzo Capone, inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia e referenti di spicco del clan napoletano dei Crimaldi; Modestino Pellino, capo zona del clan Moccia; Stefano Ronga braccato a Formia e capofila del clan Ranucci. E poi c’è stato lui, l’inafferrabile Pasquale Vargas del clan dei Casalesi e ‘stanato’ in un condominio di Giugliano in Campania. E infine i fratelli Russo. Gli ha dato la caccia per 15 anni cominciando da giovane capitano quando comandava la Compagnia dei Carabinieri di Nola. Il comandante Cagnazzo si è anche contraddistinto per aver dato una svolta alle indagini di un ingiusto e crudele omicidio: quel del giovane tenente Marco Pittoni che, libero dal servizio e mentre era in fila all’ufficio postale di Pagani tentò di bloccare tre rapinatori che armati lo uccisero a colpi di pistola. Tornando alla lotta alla criminalità organizzata il comandante Cagnazzo ha arrestato, a Castrocielo, nel 2009, un pericoloso trafficante di cocaina che aveva nascosto 24 chili di polvere bianca purissima in un carico di tori. Un lungo giro per l’Italia a dirigere altri importanti reparti ed oggi l’arrivo in provincia di Frosinone, una zona di cerniera tra Napoli e Roma che da sempre è il rifugio di latitanti e zona franca per il reinvestimento di danaro proveniente dalle attività illecita delle mafie. Benvenuto colonnello Cagnazzo. Buon lavoro. @nicoletti
