Direttamente da Itaca, la terra del sole, Ulisse, l’eroe degli achei narrato da Omero, torna per parlare di sirenette, Saxa Gres, autorizzazioni e termovalorizzatori. Di seguito la lettera integrale di Ulisse indirizzata alla “Sirenetta” e per conoscenza all’on. Mauro Buschini.
“Sirenetta, ti ho riconosciuta. Anche se ti sei camuffata in quella dolce e malinconica figura della favola di Andersen. Tu non sei quella. Sei una di quelle che con le sue sorelle, con il loro canto melodioso attiravano i marinai dell’Egeo nella loro trappola. Sì, mia cara Sirenetta, sono Ulisse e ancora una volta mi trovo a combattere per riprendere possesso della mia Itaca. Solo che oggi la mia Itaca si chiama Valle del Sacco. Non voglio prendere le difese dell’onorevole Buschini, che se la cava egregiamente da solo, ma della mia nuova Itaca. Vedo che ora scrivi le tue melodie, e conservi anche nella scrittura la dolcezza dei tuoi ammaliamenti. Lo stile rimane sempre quello del tuo canto affascinante: un’armonia tra gemiti e lamenti e suadenti promesse con accattivanti fantasie. Forse però ora, troverai dei marinai meno sensibili al tuo fascino, che non necessitano più di tappi di cera nelle orecchie, e che anzi, orecchie, occhi, naso e bocca mantengono molto vigili. Ciò che è strano è che ti scagli contro i notabili locali del Pd con incomprensibile rancore. Pensa che io invece li critico perché mi sembrano troppo amici dei Proci (ho scritto bene, non vorrei mai ci fosse un refuso di stampa) che saccheggiano la terra in cui ora vivo con iniziative devastanti, invece di avviare iniziative industriali in linea con la competitività internazionale, promuovendo una reale crescita e lo sviluppo economico e sociale della Valle. Vedo che comunque non perdi il vizio di giocare con le parole delle tue canzoni. Parli del termovalorizzatore di Copenaghen. Ma ti ricordo che non sempre un nome identifica univocamente la realtà. Con il termine “automobile” possiamo indicare sia una Mercedes fiammante euro 6 che una Trabant scassata e puzzolente. Sempre di automobili si tratta, ma puoi capire anche tu che sono due cose ben diverse. E lo stesso vale per i termovalorizzatori (che poi ti ricordo che anche quello di Copenaghen deve avere il suo camino, per forza). Ma di questo ti perdono in quanto la cultura tecnica non è proprio il tuo forte. Quello di Copenaghen e quello di Colleferro (o di San Vittore) sono due cose diverse. E forse è ragionevole che Mauro Buschini abbia tremori quando ci si riferisce a queste obsolete tecnologie. Vai a rileggere la dichiarazione della diminuzione di emissioni del 90% che hanno ottenuto i danesi con questo nuovo impianto rispetto ai precedenti. I loro precedenti che sono i nostri attuali. Mi canti del sindaco di Copenaghen e della commessa di sanpietrini. Ma cosa aspetti a consigliare Saxa Gres di incominciare a fornire partite di prodotto senza cenere ai danesi? Ma sono proprio i danesi che vogliono a capitolato sanpietrini con la cenere dentro? E poi come fanno ad accorgersi se c’è o non c’è cenere nei sanpietrini? Consiglia Saxa Gres di fare uno “sconto ecologico” sulla commessa danese per contrastare i cinesi. E’ più gentile verso il sindaco di Copenhagen. Eviterebbe di metterlo in coda e non si perderebbe mercato. In un’altra canzoncina hai pubblicamente dichiarato che “la riduzione dei costi con l’utilizzo delle ceneri non supererà il 7%…” Ti ricordi? Come poi si possa sbaragliare i cinesi con tale ridotta efficienza e con un sampietrino “fake” ha dello straordinario. Come pure ha dello straordinario il fatto che questi inglesi di cui parli, che manovrano pacchi di soldi, investano in Italia solo per tappare la bocca al senatore Scalia. Ma cosa avrà detto di tanto ignobile il povero senatore e quale strana azienda inglese investe per tappare la bocca a un politico italiano invece che per garantirsi il giusto profitto? Ma sei proprio la stessa birichina che avevo incontrato nei mari dell’Egeo. E poi, non scagliarti contro la burocrazia, contro gli 800 giorni, contro la lentezza, le lungaggini, le pastoie italiche. Alcune volte questo retaggio bizantino torna utile a tutti noi. Rifletti. Sono proprio queste lentezza ed inefficienze burocratiche che ci aiutano quando combiniamo qualche marachella che ci porta in tribunale. E qui, siamo garantisti, mai ci lamentiamo dei tre gradi di giudizio, dei decenni in cui gli avvocati si trascinano per allungare i tempi nelle cancellerie dei tribunali, per poi finalmente permetterci di scamparla per prescrizione. Se non ti piace questa inefficienza burocratica, ma chi telo fa fare di investire in Italia? Rinuncia , consiglia agli amici inglesi di impegnarsi su altri mercati, per esempio la stessa Gran Bretagna. Ci sarà pure lì qualche santo anche se non si chiama Vittore. E poi ti prego: non mettere pressione a Buschini e ai Direttori dei servizi regionali. Anche loro hanno necessità di riflettere e valutare. Vedi se poi sono costretti a fare le cose in fretta, succede come quello che è avvenuto nella stesura della determina dell’11 Agosto che autorizza alla sperimentazione e nel cui titolo compare la dicitura: “impianto di trattamento/recupero di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche”. Un errore grossolano evidentemente dovuto alla pressione di uscire in tutta fretta con l’autorizzazione. Le ceneri dei termovalorizzatori come ben sai, e come è riportato nella vasta letteratura tecnica e scientifica sull’argomento, non sono noccioline. Dovremmo pensare di non andare di corsa, dobbiamo essere sicuri di quello che si combina. Pensa se poi un ambientalista dell’ultima ora come dici tu, quando ci sarà la produzione, prenderà dal mercato uno di quei sanpietrini con le ceneri e li porterà ad analizzare presso un istituto qualificato, magari all’estero. Pensa se troverà qualcosa di nocivo che guaio sarebbe. Che guaio per l’azienda, che guaio per i certificatori del Critevat, che guaio anche per le istituzioni che danno le autorizzazioni. Diamo quindi tempo al tempo, facciamo le cose fatte per bene. Come ci si può sbagliare sulla intestazione di una determina, a maggior ragione si può sbagliare sulle verifiche tecniche e ambientali. Vedi, questa azienda che ti sta a cuore, è anche sfortunata, perché mentre altre, quelle che inceneriscono, possono permettersi di sputare fuori dai camini qualsiasi nefandezza perché il povero ambientalista non può accedere al camino e acchiappare i fumi ed è costretto ad accettare ciecamente l’”automonitoraggio”, l’attività di questa azienda invece produce e manda sul mercato dei prodotti solidi, analizzabili. E introducendo un altro argomento che prima o poi ti starà a cuore ti ricordo che l’azienda è sfortunata anche nella attività di biodigestione, perché mentre i fumi degli inceneritori si disperdono con pochi odori e lentamente silenziosamente ti intossicano, gli odori dell’umido ti fanno immediatamente vomitare e certamente creeranno problemi alla popolazione come anche ai sindacati che si troveranno a dover gestire le reazioni di chi in fabbrica dovrà annusare ceneri pericolose e non pericolose e annusare immondizia. Riconosco comunque che oltre che ammaliatrice sei sempre una entusiasta. Sono felice per la prevendita della produzione di 3 anni di sanpietrini “ash fashion”. Veramente. E mi permetto di insistere nel consigliarti di premere sui vertici dell’azienda per stimolarli ad avviare comunque immediatamente l’evasione delle commesse acquisite dei sampietrini ,anche senza le ceneri, per non perdere mercato e per continuare a fatturare nelle more delle autorizzazioni. E sono anche felice per il successo dell’azienda in Ecomondo. L’occasione forse però meritava di più: si poteva allestire uno stand indipendente, tutto Saxa Gres, invece che chiedere ospitalità ad Acea stante i pacchi di soldi disponibili da parte degli inglesi. Acea però, dobbiamo riconoscerlo, si è comportata da vera amica. Comunque a mio avviso dovresti trattenerti anche dal buttare il cuore oltre l’ostacolo. Ancora fai affidamento sul tuo canto affascinante, ma con il tempo la voce perde di timbro e sonorità. Ti ricordi quando nel 2010 cantavi in modo entusiasta della tua innovazione delle tegole fotovoltaiche? “ lo stabilimento fattura 12 milioni, ma con le tegole solari siamo pronti al grande balzo. Abbiamo già ordini per 6 milioni e prevediamo di arrivare nel complesso a non meno di 35 milioni nel 2010” E non voglio ricordare il canto doloroso dell’avventura Franceram. Anche se nessuno aveva ed ha nulla da rimarcare per tali iniziative, nemmeno gli ambientalisti dell’ultima ora. Purtroppo però come spesso accade non tutte le ciambelle escono col buco: si chiama rischio di impresa. E questa nuova impresa di cui canti le lodi è certamente ancora più rischiosa e consiglierebbe maggior prudenza. Rischio di impresa, anche se in modo diverso, corrono anche i poveri abitanti di Itaca, scusa, volevo dire della Valle del Sacco e gli stessi lavoratori. Anche loro, nel loro piccolo, sono portatori di interessi: quali la loro salute e il loro ambiente. Ma non solo: sono anche portatori di interessi per la difesa dei loro piccoli patrimoni, del valore dello loro case, della loro qualità della vita, della speranza di non affondare irrimediabilmente un futuro che possa contare su progetti di rinascita economica diversa e virtuosa in sintonia con i valori della civiltà. Le acque del Mediterraneo sono più calde di quelle del Baltico. Un saluto dal tuo Ulisse.”
