Anagni – La Marangoni replica ai rilievi mossi da Civis

Alessandro Andrelli
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La Marangoni non ci sta a farsi impallinare, e nella campagna che la vede descritta come il “male assoluto”, specifica che Marangoni Tyre è cosa diversa da Marangoni Spa, e che l’azienda è estranea a qualsiasi ipotesi di inquinamento.

 La nota “Vi fu un inquinamento provocato nel 2010 dalla Marangoni Tyre spa? La realtà dei fatti è che questo stabilimento è stato fatto oggetto molte volte di analisi ambientali da parte dei soggetti competenti e mai si sono registrati valori anomali. Solo nel dicembre 2010 l’ARPA Lazio rilevò in zona tracce di sostanze inquinanti. Ma quella rilevazione fu compiuta ben al di fuori del perimetro dello stabilimento, in un sito già a rischio di inquinamento a causa di molti altri fattori. Una procedura di rilevazione che da subito si rilevò inadatta a scoprire da dove venissero le sostanze ritrovate. Questi in sintesi i rilievi che Marangoni Tyre spa muove in seguito alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa locale ad opera dell’associazione CIVIS. Le osservazioni dell’azienda muovono sostanzialmente, come si è visto, da due considerazioni. In primo luogo, la negatività di tutte le analisi ambientali compiute negli anni sullo stabilimento, la sua attività, i suoi scarichi. Non fu mai trovato nulla. Marangoni Tyre spa ha sempre agito nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti, comprese quelle ambientali. La seconda considerazione dell’azienda riguarda, come si è visto, l’esame effettuato nel 2010 da ARPA Lazio. Quel campionamento fu fatto sulla via Casilina, in prossimità dello scarico dei reflui della società ma ben al di fuori dei confini della proprietà Marangoni Tyre. Era di fatto impossibile capire che cosa avesse provocato la presenze di sostanze inquinanti nel terreno. Nel luogo individuato per il campionamento si verifica ogni giorno un considerevole passaggio di vetture, che costituiscono ovviamente una causa sicura di inquinamento. Inoltre nella stessa area sorgono molte altre realtà aziendali. La modalità di raccolta dei dati da parte dell’ARPA non consente di risalire a nessuna causa certa. Tant’è che le istituzioni pubbliche locali hanno deciso di non procedere in nessun modo contro Marangoni Tyre spa proprio sulla base di quel campionamento. Anzi, un rilevamento effettuato dalla stessa ARPA direttamente nelle acque reflue dell’azienda stabilì senza ombra di dubbio che in quegli scarichi non vi era traccia né di PCB, né di piombo, né di rame o zinco. Va detto inoltre che la procedura stessa con cui fu effettuato quel campionamento non fu del tutto rispettosa della norma, di fatto inficiando poi anche il procedimento (ex art. 244 D.Lgs 152/2006) avviato dallo stesso Ente. Ciò che all’azienda risulta ancor più incomprensibile è l’assenza totale di riscontro alla nota ufficiale (prot. 0073641 del 09/09/2011) con cui nel settembre 2011 la stessa ARPA Lazio accertò, attraverso l’uso di traccianti chimici, che nell’impianto della Marangoni Tyre spa confluivano abusivamente acque meteoriche di dilavamento dei piazzali di diverse aziende poste a monte sulla Via Anticolana. Quegli allacci abusivi furono denunciati dalla Marangoni Tyre spa, ma nessuno mai intervenne per risolvere il problema. Infine, va ribadito che Marangoni Tyre spa ha cessato le attività nel 2013 in seguito a procedimento di liquidazione volontaria e che non ha alcun rapporto tecnico o produttivo con Marangoni spa”. Jackal
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