Continua il nostro viaggio tra i comuni che non hanno un Piano di Protezione civile per affrontare eventuali calamità naturali. Tra questi c’è Pastena. Per capire il perché di questa situazione abbiamo contattato il sindaco Arturo Gnesi, il quale ha spiegato che è stato studiato un primo piano di intervento anche se, viste le risorse molto ridotte a disposizione del suo comune, non c’è stata ancora la possibilità di poter intervenire regolarizzando la situazione.
Ha spiegato Gnesi: <Abbiamo una road map che si attiva in caso di eventi calamitosi naturali e che punta all’ utilizzo delle strutture e delle risorse esistenti. Edifici da adibire al soggiorno temporaneo della popolazione, spazi da destinare alla sicurezza e alla raccolta di mezzi e sussidi sapendo che un’ eventuale emergenza va sempre definita e controllata da una task force con a capo il sindaco referente della gente e della protezione civile regionale>. Gnesi spiega che come comunità può comunque contare sulla buona volontà dei dipendenti comunali, anche se non esiste un piano vero e proprio per le ristrettezze economiche con il quale è costretto a convivere l’Ente: <Non abbiamo una vera squadra per gli interventi anche minori, incendi, danni stradali per rovesci temporaleschi, ma in questo caso comunque attiviamo, anche fuori dall’ orario di servizio, i nostri dipendenti. Per essere a norma con l’istituzione di una squadra di protezione civile secondo le norme attuali, occorre un minimo di investimento, ovvero a parte le visite mediche anche equipaggiamento idoneo e spesso non troviamo le risorse necessarie>. CAP
