Casalvieri – Festival delle Storie, oggi il finale: ecco gli eventi

Irene Mizzoni
8 MIn Lettura
Si chiude oggi a Casalvieri, Borgo Castellone il Festival delle Storie 2017. La giornata è dedicata al Babbaceglie. Ecco tutti gli eventi.

 L’amore che fanno i poeti 11.00 – Borgo Castellone Qui si parla d’amore e a confrontarsi sono due poeti. Uno, Lorenzo Cioce che ci racconta frammenti, dettagli sfuggenti di una società di uomini e donne che si inseguono e si perdono, non senza una sottile ironia, delicata e pungente. L’altro, l’attore poeta Valerio Di Benedetto, ci regala una parentesi sentimentale in versi, senza mai cadere nel sentimentalismo. Ritratti di vite osservate da una giusta e consolante distanza, sempre in cerca di una trionfante e amorosa pienezza. Aperitivo all’assenzio, con Rimbaud 12.00 – Borgo Castellone «Attento, lettore: subire il fascino di Rimbaud provoca un entusiasmo spossante». Jamie James lo sa e ci avverte, e lo sa anche Fabrizio Ottaviani che ha curato questa “indagine” della pagina più oscura della vita del poeta: il viaggio a Giava. Nella tarda primavera del 1876 si arruolA nell’esercito coloniale olandese ma diserta due mesi dopo. Del periodo della diserzione Rimbaud non scrive lettere né lascia tracce di sé, scava un buco nero. James prova a riempirlo. Ma attenzione! Se abbassi troppo la guardia Rimbaud ti azzanna, se la alzi troppo, ti sfugge. Cantastorie. Musica e parole degli anni ‘40 16.00 – Borgo Castellone Italia, anni della “transizione” (1943-45). Nel clima cupo che aleggia sul Nord Italia durante il periodo di Salò, la radio, oltre a veicolare informazioni, vuole essere anche fonte di svago con i suoi programmi di intrattenimento e di musica. E le due dimensioni sono legate a doppio filo nella propaganda di guerra. Gioachino Lanotte canta e racconta le storie del Ventennio. I canali ufficiali, le stazioni parallele, le false emittenti clandestine, le singole testate dedicate a temi specifici dell’info-propaganda, le radio collaborazioniste, fino alle significative esperienze di radiodiffusione partigiana, le quali cercano di opporsi al poderoso apparato nazifascista anche sul terreno della propaganda. Balloons 17.00 – Osteria del tempo perso Joseph Di Rezze e Fiorella Taricone. Balloons è un docu-corto che tratta il rapporto tra i palloncini a casalvieri, la condizione lavorativa femminile degli anni ’50 nella provincia italiana ed i palloncini l’arte e il cinema. Scritto e diretto da Joseph Di Rezze con la partecipazione dell’attrice romana di origine casalvierane Livia Antonelli. Riprese fatte da Pwca Lab. di Marco Bracaglia. Musiche a cura del cantautore casalvierano Aldo Iacobelli in arte DOLA, e dei chitarristi Emilio Quaglieri e Luca Marini, parti attive del Collettivo Casalvierano di Radio Waste. La vita oltre lo schermo 18.00 – Largo Municipio Giorgio Gobbi, alias Ricciotto, fedele servitore di Onofrio Del Grillo nella grandiosa opera cinematografica di Mario Monicelli “Il marchese del Grillo“, inizio di un percorso artistico ricco e appassionato. È diretto da Ozpeteck, Ricky Tognazzi, recita con Clooney, con Proietti e anche con Bruce Willis. Mai all’altezza 19.00 – Piazza San Rocco Una grande attrice si confessa. Veronica Pivetti racconta in “Mai all’altezza” di una casa andata in fumo, di un’infanzia funestata dalle cattive ragazze, di una vita costellata di grandi e piccoli traumi, di incontri con una serie di personaggi bizzarri, meschini, improponibili, o semplicemente ridicoli. Ma che racconta anche come dalle macerie si possa ricostruire. Radiolivres. Le ombre dell’amore 20.00 – Largo Municipio Solo la letteratura riesce forse a rendere i chiaroscuri della vita. Il sardo-bolognese Marcello Fois, con “Del dirsi addio”, e il viadanese Ivano Porpora con “Nudi come siamo stati”. Narratori delle molteplici relazioni a due, in tutte le declinazioni dell’amore, diversamente reciproche: omosessuale, maschio-femmina, marito-moglie, padre-figlio, madre-figlio, fratello-fratello. Ci si può dire addio? Si può conservare metodicamente il dolore? Ci si può donare totalmente, restando veramente nudi l’uno di fronte all’altro? Dante e Shakespeare: rime baciate, acari, ululati e tacchi a spillo 21.00 – Largo Municipio Vittorio Valenta. Quali erano il vero volto e la voce di Dante? Come andarono davvero le cose tra Paolo e Francesca prima che lui li schiaffasse all’Inferno? Quando Shakespeare si arrabbiava come una scimmia, che parolacce usava? Affronteremo la moda nella Divina Commedia: tendenze, colori e accessori indossati per noi da Beatrice. Scopriremo che Dante ha scopiazzato il pop anni ’80 e il rap del 2000! … O forse il pop e il rap hanno copiato da lui… Va be’, il risultato non cambia: The Show Must Go On! E, visto che parliamo inglese, cantiamo pure God Save The Queen, perché sarà con noi l’immarcescibile Elisabetta II, la regina dai cappellini più buffi dell’universo! Narratela. Il Moro delle acque d’oro 22.00 – Largo Municipio Come si allenano i campioni? Stefano Morini, detto il Moro, è l’allenatore che ha portato al successo Greg Paltrinieri e Gabriele Detti. Alle Olimpiadi di Rio i suoi atleti sono tornati con tre medaglie, un oro e due bronzi. Ai mondiali di nuoto di Budapest fa ancora meglio, due ori e un bronzo. E’ livornese, cresciuto nel quartiere di Ovosodo, tifoso dell’Inter per amore del suo conterraneo Armando Picchi, figlio di un meccanico e con una passione per le auto. I dieci peggio 23.00 – Largo Municipio Amleto de Silva, in arte Amlo, ci regala una piccola carrellata di decaloghi che, partendo da stereotipi sociali, comportamentali, commerciali e culturali, scava sotto la superficie, per arrivare al nostro bisogno di essere confortati dall’apparenza che sappiamo dare di noi stessi e di cui amiamo circondarci. Da un’America all’altra ci vuole un secondo 24.00 – Piazza San Rocco Claudio Sanfilippo. Qualche volta basta disegnare una linea di musica e parole per viaggiare da Faulkner a Amado o da Bob Dylan fino a Gilberto Gil. Con l’idea che le Americhe sono un miraggio al di là dell’Oceano che racchiudono tutti i mondi possibili e quando li attraversi riscopri anche qualcosa di te, della tua terra e di quello che sei. Perché bisogna andare lontano per ritrovare quello che hai perduto. Ogni valle, perfino la tua, è sempre un punto di vista.
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