(di Sara Pacitto) Si è conclusa la 47° edizione del “Gonfalone di Arpino”: la manifestazione folcloristica più rappresentativa per il paese, che viene “costruita” principalmente dalle Associazioni di quartieri e contrade, dai contradaioli, dai simpatizzanti e, non per ultimi, dagli atleti.
Giovani che si cimentano in gare che richiedono uno sforzo fisico parecchio significativo, che si allenano con fatica e sacrificio per un anno intero, ma senza rimpianti, perché nel Gonfalone ci mettono il cuore, felici di regalare uno spettacolo unico ed emozionante, qualunque siano i risultati finali. Arianna Fraioli per quattro anni di fila vince la corsa della cannata con la forza della passione perché, come lei stessa afferma, «La tecnica non basta per raggiungere il traguardo». Danilo Rea, o meglio “Danilo il RE”, stavince per la decima volta consecutiva la corsa con i sacchi e ringrazia i sostenitori con modestia e parole molto significative «Il mio primo scopo è quello di riuscire a trasmettere emozioni uniche agli spettatori. Sapere che quel giorno hai una marea di tifosi che ti amano mi rende ancora più determinato». Andrea Quadrini, contrada Vallone, e Gabriele Rea, quartiere Ponte, rispettivamente primo e secondo nella corsa con la carriola, dopo aver tagliato il traguardo si gettano a terra e si abbracciano con forza, perché la competizione non allontana gli amici ma li avvicina nella sfida. La disponibilità di Claudio Sera, atleta storico del quartiere Arco, a sostituire un suo “collega” in difficoltà nella corsa della staffetta, nonostante avesse già disputato la sfibrante gara con la carriola. E non soltanto gli atleti: le tifoserie alla “curva del liceo”, ragazzi che vivono il Gonfalone con composta goliardia, che incorniciano la manifestazione con le rispettive scenografie, realizzate con i colori dell’ entusiasmo ed i cori del sostegno. E poi ancora, Francesco Quaglieri che fa la sua dichiarazione d’ amore a Jessica Parisi, la concorrente che ha gareggiato nella corsa con la cannata per la contrada Vignepiane: si inginocchia davanti a lei con in mano l’ astuccio contenente l’ anello e le chiede di sposarlo. Questo è il Gonfalone: sono i nostri ragazzi, i figli di Arpino, che ogni anno rendono entusiasmante la manifestazione; puntualmente ci regalano emozioni nuove, ci fanno battere forte il cuore così come batte forte il loro, all’ unisono. Sono loro che hanno scritto e continuano a scrivere la storia del Gonfalone: giovani che si impegnano in tutte le edizione, da 47 anni, a portare avanti l’ essenza delle tradizioni. È per ciò che il “Gonfalone di Arpino” rimane l’ originale ed unico appuntamento: un mix creativo, tanto interessante quanto coinvolgente, tra folclore, spettacolo, gastronomia, divertimento, agonismo. Anche il drappo 2017 ha rappresentato questo particolare spirito dell’ evento: realizzato dal Liceo Artistico “A. Valente” di Sora, in particolare dagli alunni Alessia Pisani IV°C sezione “Design/moda” e Riccardo Rossini IV°B sezione “Arti figurative”, con la direzione del progetto curata dal prof. Fabio Landolfi «Il drappo vuole celebrare la passione, la gioia, l’ agonismo ed il folklore nel solco della storia delle tradizioni di Arpino». Il QUARTIERE PONTE si è aggiudicato l’ ambito trofeo con 37 punti, per il secondo anno consecutivo, undicesima vittoria nell’ albo. Tre le gare vinte: il tiro alla fune, la corsa con la cannata, con un punto di penalizzazione in quanto l’ allenatore alla partenza ha seguito la concorrente, ed il tiro alla fune. La corsa con gli asini è stata vinta dal QUARTIERE CIVITA FALCONARA; la corsa con la carriola dalla CONTRADA VALLONE; la corsa con i sacchi dalla CONTRADA VIGNEPIANE. Per quanto riguarda i premi speciali, per il “Piatto Tipico” sono state incoronate le “Sagne e Fagioli” del PONTE; ai VUOTTI va nuovamente il titolo per la “Festa di Contrada”; l’ “Angolo Caratteristico” più rappresentativo è stato quello del VALLONE, come anche il “Balletto Ciociaro” e la “Tifoseria”; il premio per il costume della “Coppia Ciociara” va al VIGNEPIANE. Sara PACITTO








