SPECIALE – Incendi in Ciociaria: caccia ai piromani, ormai diventati serial killer!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Sono settimane ormai che la Ciociaria brucia. Da nord a sud, da est a ovest. Tutto il territorio del Basso Lazio è preda di un vero e proprio attacco seriale, isolato o ripetuto in maniera sfrontata da piromani che spesso come unica motivazione del loro folle gesto hanno il piacere di creare panico o emergenza, e vedere come il loro scellerato atto incendiario possa scatenare il panico e l’emergenza.

Ma cosa si sta facendo per cercare di fermare questa ondata di incendi? Le forze dell’ordine da settimane indagano, su ogni rogo, su ogni causa ed effetto. Cercano tra i residenti della zona, tra i possessori dei vari appezzamenti terrieri, anche perché molto spesso si tratta di piantagioni di uliveti sistemati con la tecnica del “terrazzamento”. Se l’incendio, come purtroppo si sta verificando in questa torrida estate, si scatena su passi montuosi difficilmente raggiungibili, la caccia all’uomo è molto più complessa, così come l’installazione di telecamere. Si sta procedendo alla perlustrazione a tappeto dell’area circostante, a caccia di prove, di elementi che possano far risalire agli autori dell’incendio oppure alle modalità utilizzate. Carabinieri, reparti speciali della Forestale, ormai purtroppo accorpata ad altri reparti e impossibilitata ad operare in autonomia, Vigili del Fuoco e Polizia Locale cercano in ogni area di trovare la massima coordinazione possibile. Molto spesso agiscono autonomamente, pur avendo in quell’area la legislatura comunale vigente e operante. E’ chiaro che gli uffici comunali non riescono a gestire una tale emergenza, ma sopratutto a contrastare il fenomeno. La Protezione Civile fornisce un prezioso, costante e continuo contributo, ma purtroppo a volte non basta per scoprire gli artefici del rogo. Carabinieri, spesso in borghese, accompagnati da personale specializzato, stanno costantemente cercando di monitorare le varie aree di appartenenza, ma la situazione è talmente complessa che si rischia spesso di andare a caccia di un “ago nel pagliaio”. Il piromane da definizione è colui che ha la tendenza compulsiva e patologica ad appiccare fuochi, spesso senza una motivazione vera e propria, ma per il puro piacere sensoriale. Le tipologie attuate sono varie, e spesso la rete, come per i terroristi, fornisce vere e proprie guide d’uso per operare in tranquillità, evitando anche di essere colti in flagrante. In questa estate quella dei piromani in Ciociaria è diventata quasi l’attività di un serial killer, che non uccide persone, ma fauna e flora, in maniera spietata e sconsiderata. I danni sono incalcolabili così come le ripercussioni sul territorio. Spesso c’è purtroppo anche omertà e paura, perché il piromane è persona poco socievole, con una vita privata solitaria e spesso poco simpatica. La raccomandazione, che per primi i soccorritori hanno da sempre fatto, è quella di non celarsi dietro il silenzio, ma allertare le autorità non appena si ha il sentore che qualcuno possa essere indiziato come autore di incendi. La caccia all’uomo è aperta, anche se la natura e il polmone verde della provincia di Frosinone è seriamente provato da questa ondata incessante di incendi e di inciviltà. Le conseguenze, purtroppo, non si limiteranno all’immediato con perdita di ettari di verde e capi di bestiame, ma soprattutto con l’arrivo della stagione invernale, quando la pioggia e la neve non saranno più filtrati da alberi e piante, e raggiungeranno la pianura con maggiore velocità e pericolosità. Allora sì che si avrà la reale percezione del grave danno arrecato da questi “serial killer”. Alessandro Andrelli
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