Questa segnalazione arriva da una famiglia disperata di Arpino, che abita in contrada Bove: è da tempo, ormai, che il nucleo, composto anche da due bambini e due persone anziane con particolari esigenze, lamenta la grave carenza del servizio sia ad Acea che all’Amministrazione Comunale.
L’abitazione si trova nella zona più alta della contrada e perciò il getto idrico non ha la pressione necessaria per arrivare all’ impianto interessato. Gli operatori di ACEA rispondono di non poter aumentare la velocità del flusso, in quanto le tubature potrebbero non contenere la sollecitazione. Considerata la situazione che, pare, non trovi adeguata soluzione, la famiglia è stata costretta a dover acquistare ed istallare un serbatoio parecchio capiente, chiedendo che venisse inviata loro un’autobotte, almeno ogni 4 giorni, per poter ripristinare la riserva idrica essenziale. Malgrado tale rassegnata proposta avanzata dagli ormai arrendevoli utenti, sono necessari continui inviti in tal senso: passano i giorni, 5, 8, 10, ed il nucleo è senza acqua per i bisogni primari, abbandonati alla loro disavventura, costretti a rivolgere preghiere continue all’Amministrazione Comunale per avere un pò d’acqua in casa, quando il servizio pagato regolarmente nega la prestazione. Questo l’ultimo disperato grido di aiuto inoltrato dal titolare dell’utenza: «Richiedo l invio con urgenza di un’ autobotte in quanto, come avviene con cadenza settimanale durante il periodo estivo, l’abitazione è sprovvista dell’ approvvigionamento idrico. Questo disservizio si verifica solo presso la mia abitazione, come costatato da tecnici ed ingegneri del Comune di Arpino e di ACEA, i quali hanno accertato l’anomalia ma tuttavia incapaci di risolvere il problema. Si ricorda che nella suddetta abitazione risiedono stabilmente delle persone invalide. Si ribadisce la richiesta di invio urgente di una autobotte, specificando che sono venute meno le normali condizioni igienico-sanitarie per tutti i componenti della famiglia». Nonostante l’incresciosa vicissitudine sia stata accertata, ancora non si trova un’ adeguata risoluzione alla vicenda, venendo meno anche alla disperata richiesta di provvedere temporaneamente attraverso la fornitura di acqua per distribuzione diretta. Un’ inadempienza che non trova giustificazione nell’emergenza idrica o nella siccità: una circostanza davvero disumana che mette in ginocchio un’ intera famiglia, la quale si sente per giunta tradita ed umiliata da quanti promettono di impegnarsi ma poi dimenticano di farlo. Sara Pacitto
