Frosinone – Fontana Tonica, quando un altro fiume Cosa è possibile con lo sforzo delle associazioni

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Se un’altra Frosinone è possibile, questa passa sicuramente per lo sforzo e la passione delle associazioni. E così, ancora una volta, i riflettori sul fiume Cosa vengono puntati da comitati e aggregazioni di cittadini che cercano di svegliare dal torpore e dall’indifferenza le Istituzioni.

È avvenuto anche ieri pomeriggio a Fontana Tonica, nel tratto del fiume Cosa a cui si accede da via Fontana Unica, dove il Comitato civico Laboratorio Scalo ha organizzato la manifestazione “Cosa c’è”. Un modo per testimoniare, come hanno fatto anche altre associazioni frusinati negli ultimi anni, che con passione e impegno si può riconquistare un ruolo di primo piano per il fiume Cosa, pezzo dopo pezzo. Nell’incontro Laboratorio Scalo ha proposto momenti di intrattenimento (il torneo di dama in collaborazione con la Fid; lo spettacolo comico di Milena Frantellizzi; la musica e l’apericena) e altri di conoscenza (con le esposizioni degli studenti del liceo scientifico). Il presidente di Laboratorio Scalo Anselmo Pizzutelli ha rilanciato l’idea del Parco urbano, partendo da un percorso in grado di unire – rendendoli fruibili per i cittadini – gli scorci più belli e dimenticati del fiume «dalla Stazione fino a via Maria». Un impegno lodevole, quello delle associazioni, spesso lasciate sole. Di recente Laboratorio Scalo, ad esempio, si è trovato a combattere in solitaria atti di vandalismo e furti proprio nell’area di Fontana Tonica riqualificata a proprie spese. «È un percorso difficile quello che abbiamo intrapreso. E chiediamo alle Autorità competenti di intensificare i controlli e darci una mano. Ma vedere che nell’area che periodicamente ripuliamo e che abbiamo attrezzato con staccionate e panchine spesso vengono dei ragazzi per socializzare o studiare ci ripaga di tutte le fatiche e delusioni». Alessandro Redirossi
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