(di Alessandro Andrelli) In un’estate rovente sotto ogni punto di vista, Sora osserva, sempre più esterrefatta ed allibita, i comportamenti del gruppo di De Donatis. Sono “scenette” (non sapremo proprio come altro chiamarle!) di un’amministrazione “vuoto a perdere”, che ogni giorno cento obbrobri pensa e zero fa! Totale ed evidente è, infatti, l’incapacità e l’incompetenza.
In una realtà che stringe il cuore a tutti coloro che amano indissolubilmente questa terra, troviamo da una parte la gente che, stanca di un’amministrazione fantasma e colpevole di aver condannato Sora ad un anno di non governo e di nulla politico-amministrativo, si ribella sui social, “strilla” sui giornali (almeno su quelli che permettono di dare voce alla verità), critica nei bar e si lamenta per strada, urlando al sindaco “dimettiti!”. Dall’altra troviamo schierato il gruppo di Governo che, definito ormai da tanti “l’armata brancaleone sorana”, tra finti sorrisi e false dimostrazioni d’affetto, è animato soltanto da cattiveria e forte individualismo, che vede ognuno pensare ed agire solo e soltanto per se’. Primo tra tutti De Donatis, l’uomo dei comunicati stampa (questa sembrerebbe la sua occupazione prevalente all’interno del palazzo da quasi tredici mesi a questa parte!), delle interviste pre concordate con blog cittadini e degli articoli spot, studiati e pensati insieme a qualche giornalista della carta stampata. Il sindaco racconta talmente bene le sue favole che riuscirebbe a vendere sabbia ai beduini e ghiaccio agli eschimesi, senza far capire niente a nessuno. E mentre le chiacchiere buttano fumo negli occhi dei più sprovveduti (ma oramai si stanno svegliando anche loro!), voci vicino alla stanza dei bottoni dicono che il primo cittadino stia facendo grandi manovre, con cene fittizie a Sora ed incontri importanti altrove, per puntare con tutte le sue forze alla Regione dove vorrebbe occuparsi dell’accreditamento delle cliniche private (chissà perché?!?). E se il generale marcia dritto verso il suo obiettivo, di certo i suoi ufficiali, sotto ufficiali ed attendenti non possono essere da meno. Ognuno corre verso una direzione diversa per cercare di concretizzare i propri desiderata. Ci sarebbe chi è intento a modificare regolamenti ed a impostare procedure concorsuali per future progressioni verticali (sembrerebbe importante soprattutto un passaggio dalla categoria C a D1). Talmente è la foga di centrare l’obiettivo a tutti i costi che non si considerano proprio le denunce penali che seguiranno. “Wife” e lo tsunami da esso derivante no docet! C’è poi chi, usando il Comune e la carica istituzionale ricoperta, sponsorizza da sempre se stesso, la propria attività ed i propri familiari, firmando atti che proprio non potrebbe e dovrebbe firmare. Non parliamo poi di chi, aspettando incarichi o candidature dai vertici di partito, dimostra sudditanza assoluta, anche contro ogni evidenza, ed alza in consiglio la mano a comando, incurante di cosa stia votando e della legittimità giuridica dell’atto. Non elenchiamo poi coloro (sono addirittura tre!) che risultano essere collegati per parentela (sono familiari e/o affini) a soggetti che hanno in corso procedimenti di risarcimento danni nei confronti del comune di Sora e che chiedono importi da capogiro, basati sul nulla. Cosa dire del docufilm da 10mila euro girato da un regista che è anche un dipendente pubblico, assunto a tempo determinato (in modo fiduciario) dal comune di Sora con l’art. 90? Il nulla assoluto. Unica cosa certa le critiche sulla sua realizzazione non sono mancate, ma ognuno, ovviamente, ha i suoi gusti.

Il massimo, poi, si raggiunge con il decoro. Non basta che la città, da quasi tredici mesi, è abbandonata a se stessa. Siamo arrivati al punto che attività molto vicine a consiglieri di maggioranza, per cui contano soltanto i panini con la porchetta, si arrogano il diritto di fissare (ma l’autorizzazione dove sta? ed il “nuovo comandante” dei vigili urbani cosa fa?) sul marciapiede un
ombrellone con fischer infilati a terra, bucando il suolo pubblico.
E poiché al peggio non c’è mai fine, concludiamo questa escalation con le mutande (diverse anche!) che, appese alle finestre di una scuola, dico… una scuola pubblica! Sono state lungamente ammirate dai sorani.
Il tutto perché nessuno si è impegnato a trovare una idonea sistemazione ai ragazzi giunti in città per CinemadaMare, lasciati accampati dentro una scuola nella più totale approssimazione.
Povera Sora! Davvero povera Sora! Ma come ha fatto a cadere così in basso nelle mani di gente tanto incapace quanto priva di interesse ed amore per la città?
Lo scempio è sotto gli occhi di tutti.
Impossibile nasconderlo. Impossibile giustificarlo.
E ci meravigliamo ancora per come questa maggioranza si comporta nei confronti delle problematiche del palazzetto dello sport e della squadra di pallavolo?
O che il fiume Liri è da tempo immemore una palude maleodorante? O ancora che i rappresentanti di governo non si presentano a manifestazioni e premiazioni che vedono protagonisti associazioni e commercianti del territorio? O che eventi importanti, come un motoraduno, vengano completamente dimenticati? O che niente è stato fatto in tredici mesi con totale blocco della macchina tecnica ed amministrativa?
Il tutto è soltanto l’ovvia conseguenza dell’infinita incapacità e del più assoluto disinteresse della classe politica al comando.
Oramai Sora dopo tredici mesi è allo sbando.
Stanca e stufa di soffrire ancora, perché la misura è davvero colma e proprio non ce la fa più, la città intera (e si unisce al coro, in live, anche chi ha parlato sempre tanto, senza mai dire niente) urla a gran voce “De Donatis dimettiti… e dimettiti subito!”
Alessandro Andrelli
