Sabato prossimo il “MAF- Museo Archeologico di Fregellae” verrà intitolato ad Amedeo Maiuri. La giornata prevede tre momenti importanti. Si inizierà con il convegno scientifico “Amedeo Maiuri. Una vita per l’archeologia” che si svolgerà dalle 17.30 presso la sala consiliare. A seguire, presso la Torre medievale , verrà inaugurata la mostra “ Amedeo Maiuri, ritorno in Ciociaria”. Infine, presso la villa comunale – sede del museo – alla presenza delle autorità civili, religiose e del mondo scientifico verrà scoperta la targa commemorativa di intitolazione.
Il convegno si svolgerà alla presenza del prof. Umberto Pappalardo, Presidente del Centro Internazionale per gli Studi Pompeani, della dott.ssa Laura Del Verme, Direttrice del Premio Internazionale “A. Maiuri”, della dott.ssa Mariapaola Guidobaldi, Curatrice del Museo Nazionale di Villa Giulia, del Dott. Nando Tasciotti giornalista e scrittore e del dott. Piergiorgio Monti, Direttore scientifico del Museo Archeologico di Fregellae. La mostra, invece, è stata allestita in collaborazione con il Centro Internazionale Studi Pompeani, curata da Umberto Pappalardo, Laura Del Verme e Pio Manzo ed esposta ultimamente al Museo Archeologico di Napoli. Regista di tutta l’operazione l’assessore Anna Letizia Celani: <L’idea di intitolare il Museo Archeologico di Fregellae ad Amedeo Maiuri, nasce dalla constatazione che l’importanza storica ed archeologica del museo cepranese non è sufficientemente supportata dalla conoscenza della vita e delle opere di quello che è stato il più grande archeologo italiano dei nostri tempi. In pratica, tra le tante eccellenze “nascoste” del nostro paese, il museo archeologico e la figura di Amedeo Maiuri meritano un posto di tutto rispetto. Intitolando, dunque, il Museo Archeologico di Fregellae ad Amedeo Maiuri si compie una duplice azione meritoria in favore di un personaggio “cepranese” conosciuto in tutto il mondo e di una lunga attività di ricerca sul sito di Fregellae che non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità culturali. Maiuri riteneva che l’archeologia non dovesse essere fine a se stessa: non bastava interloquire con i professionisti del settore, ma bisognava rivolgersi anche alla semplice schiera dei curiosi, perché come affermava: “la cultura è gioia di vivere, invito a creare”>. Per concludere anche qualche spaccato di vita cepranese: <Benché il suo lavoro lo avesse allontanato da Ceprano per condurlo a Roma, in Egeo e infine a Napoli, Maiuri ritornava abbastanza spesso per far visita ai parenti che aveva lasciato in paese. I più anziani lo ricordano quando, negli ultimi anni di vita, veniva a Ceprano e passeggiava per il centro storico in compagnia del maestro Nalli per visitare le “antiche mura” di Colle Uccelli>. CAP
