Sora – Consiglio, eco-contraddizioni … di massa

Irene Mizzoni
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La centrale a Biomasse? “A Sora ci sono circa 2400 ettari di bosco da tagliare che porterebbero nelle casse comunali circa 300mila euro l’anno”. Chi lo ha detto? Il sindaco che, rispondendo in merito al destino del progetto Berardo previsto nel suo programma elettorale, ha lasciato in piedi l’opzione biomasse.

Meritano particolare attenzione alcune prese di posizione sul tema Ambiente venute fuori durante l’ultima parte del consiglio comunale. A sollecitare la discussione è stata la minoranza che, partendo dal punto in discussione (Piano di Intervento Operativo Intercomunale, in attuazione del piano per il risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio (D.G.R. n. 164 del 05/03/2010) – approvazione schema di Protocollo d’Intesa), ha indotto il governo De Donatis ad esprimersi in materia di politiche ambientali. Dopo la presentazione del punto all’ordine del giorno da parte del consigliere Massimiliano Bruni, si è aperta la discussione. A prendere la parola il consigliere Luca Di Stefano che ha riferito di una “polverina rossa” che alcuni residenti di Sora troverebbero la mattina sulle proprie vetture. Posta la questione “polveri sottili” e “inquinamento” ha chiesto al governo De Donatis: “quali sono le reali progettualità messe in campo? Perchè non installare centraline fisse per il monitoraggio dell’aria?”. A rincarare la dose l’ex sindaco Tersigni. “Nel 2015 in base alla zonizzazione dovetti istituire il piano di risanamento dell’aria. Nella nuova zonizzazione, Sora ha avuto una declassazione? Noi non lo sappiamo. Se l’Arpa non l’ha cambiata, dovete rispettare la mia ordinanza che è ancora in vigore. Perchè – ha poi chiesto – in 12 mesi non avete adottato nessun provvedimento?”. Da qui l’intervento dell’assessore Baratta che ha spiazzato un pò tutti. Egli infatti, ha disegnato una situazione grave ma che sarebbe sotto controllo (attraverso la sottoscrizione del protocollo d’intesa?). Tra l’altro, il delegato all’Ambiente ha detto: “Sono stato più volte in Regione e lì mi hanno confermato che la nostra zona è altamente inquinata“. L’Assessore ha imputato fra le cause dell’inquinamento l’utilizzo di caldaie ormai vecchie, il tipo di combustibile utilizzato (pellet, legna ecc), riferendo d’aver richiesto il posizionamento di una centralina fissa e del diniego da parte della Regione. “La centralina fissa c’è già – ha spiegato – ed è a Fontechiari“. “Comunque siamo riusciti ad ottenere il posizionamento di una centralina mobile che – ha detto – da qualche giorno è presente in zona San Domenico“. Dunque, ancora monitoraggio ma a quando qualche intervento? Secondo l’assessore attraverso i finanziamenti che si potranno richiedere col protocollo d’intesa, si potranno cambiare le caldaie e realizzare una pista ciclabile intercomunale. Eppure secondo affermati studi l’inquinamento dell’aria ha cause ben diverse. Ad intervenire nella discussione anche Pintori che ha ricordato alla maggioranza il progetto Bernardo (il biomasse) presentato durante la campagna elettorale. “Mettetevi d’accordo con voi stessi”, gli ha detto. A replicargli il sindaco che ha parlato di “agitazione strumentale”. Durante il suo intervento De Donatis non ha confermato ma nemmeno smentito il biomasse. “A Bernardo potrebbe crescere la barba bianca e potrebbe andare in pensione” ma, ha aggiunto, “A Sora ci sono 2400 ettari di bosco da tagliare – ha detto – il che potrebbe portare nella casse comunali, di base, circa 300mila euro l’anno”. Eco-contraddizioni per alcuni che vedono il progetto del biomasse stonare con l’intenzione di risanare l’aria. Intanto la città si accontenti del protocollo d’intesa. Su carta rigorosamente green. IM  
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