Alatri – Civita, si prospetta un’estate senza chiosco

Andrea Tagliaferri
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La lunga querelle sul chiosco di Civita, chiuso su ordinanza del Comune di Alatri dopo più di vent’anni di attività, fa registrare importanti novità. I tempi per la normalizazione, però, probabilmente si allungheranno.

Pare, infatti, che al bando scaduto il 30 maggio scorso per l’affidamento del servizio abbiano risposto due soggetti ma la situazione sarebbe ben lungi dall’essere in via di risoluzione. Il problema principale, infatti, rimane quello dell’esistenza ancora del vecchio manufatto, di proprietà della cooperativa che da anni gestisce il chiosco ristoro sull’Acropoli. Proprio i responsabili della cooperativa, infatti, fanno sapere di aver accettato di avviare le procedure per la rimozione come richiesto dall’ingiunzione del Comune ma non come chiesto dall’Amministrazione, tramite una semplice Scia da presentare telematicamente, bensì, come suggerito dai propri tecnici di fiducia, trattandosi di area sottoposta a vincoli da parte della Sovrintendenza, tramite una procedura diversa che prevede la richiesta di autorizzazioni sia alla Regione, sia al Ministero. Questo iter, che verrà avviato la settimana prossima, non dovrebbe avere tempi celeri, si parla di minimo sei mesi, per cui quello che pare certo, ad oggi, è che per l’estate 2017 il Chiosco rimarrà al suo posto e, molto probabilmente, non potrà essere aperta una nuova struttura. “Effettuare uno scavo, seppur minimo, su un’area sottoposta a vincolo, non è cosa da poco” hanno dichiarato i responsabili della cooperativa. “Rischieremmo la denuncia se procedessimo senza tali autorizzazioni per cui stiamo facendo le cose in regola come previsto dalle norme”. Tra l’altro pare che fino all’ultimo i titolari del vecchio chiosco abbiano tentato un accordo transattivo con il Comune, proponendo di rateizzare il debito che la cooperativa ha accumulato negli anni ma su questa proposta più volte presentata verbalmente negli incontri non avrebbe ricevuto risposta. Anche la richiesta fatta via PEC di occupazione del suolo pubblico per quell’area sarebbe ancora rimasta inevasa dagli uffici comunali. Insomma, una vicenda che si va via via ingarbugliando e che sta diventando un vero rompicapo per la giunta Morini.   A.T.
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