Oggi 29 maggio, anniversario della Battaglia di Legnano (1176) che vide valorosi e vittoriosi protagonisti 400 combattenti anagnini, numerose donne della città dei papi partecipano al Convegno “Immigrazione, Sicurezza Nazionale e della Capitale”.
L’evento si tiene appunto nella Sala del Carroccio, e si prevede una massiccia presenza di interessati. Il Programma del Convegno prevede due sessioni. La prima, alle 15.30 con la presentazione del Convegno, degli ospiti e l’introduzione di Armando Manocchia che modererà l’incontro. I saluti di benvenuto da parte di Souad Sbai e di Gaetano Quagliariello. A seguire interverranno: Souad Sbai, Fabrizio Santori, Alessio Papi, Francesco Zicchieri, Fatema Anas e Laila Maher. Nella seconda sessione prevista dalle 17, gli interventi di: Gianluca Sciorilli di ESIM Global Eu-Usa e Marcello Barbieri di ESIM Global CBI. I Saluti di chiusura del Convegno sono affidati a Eugenia Roccella. Souad Sbai parlerà, tra le altre cose, del suo ultimo libro: “Rachida. Un’apostata in Italia”. Libro che ci riporta alla mente quel 19 novembre di 5 anni fa, quando nel paese di Peppone e don Camillo, si consumò un efferato omicidio e non un ‘femminicidio’, parola assurda e sessista, perché ad essere uccisa non fu una ‘femmina’, termine che circoscrive la cosa alla dimensione sessuale-riproduttiva, ma una Donna. La nota “Una Donna, una madre, di soli 35 anni di nome Rachida d’origine marocchina, che a una settimana dalla ‘Giornata mondiale contro la violenza sulle donne’ venne massacrata dal marito a colpi di martello. Davanti a un simile scempio, le autorità interpellarono Souad Sbai in qualità di presidente di ‘acmid-Donna’, l’associazione per la difesa delle donne marocchine (e non solo) in Italia, per venire a capo di quella che sembra una vera damnatio memoriae. A distanza di oltre 5 anni, la Sbai ricostruisce la drammatica vicenda della vita spezzata di questa giovane donna madre di due bambine. La verità che emerge è sconvolgente: Rachida fu uccisa dal marito perché aveva deciso di convertirsi al cristianesimo. Souad Sbai con la ricostruzione di questa inquietante vicenda, intreccia la sua più intima emozione a una rigorosa analisi di fatti e dati e con implacabile lucidità stigmatizza il “pervertimento estremistico’” di tante comunità musulmane in Italia, l’atteggiamento ipocrita di quanti sostengono l’islamicamente e il politicamente corretto, l’assurdo giuridico dell’”attenuante culturale”, senza tralasciare la debolezza e il porgere l’altra guancia delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche, nonché la reticenza della comunità internazionale sul tema dell’estremismo, del fondamentalismo e del radicalismo e jihadismo islamico che di fronte allo scempio di vite e di libertà dell’odierna persecuzione dei cristiani nel mondo si voltano dall’altra parte”. (foto di repertorio) Jackal
