La proposta di Giuseppe Vittigli, candidato alle comunali nel partito Fratelli d’italia-An, è quello di portare avanti sempre e comunque quella di garantire il diritto di precedenza dei cittadini frusinati nell’accesso a tutti i servizi sociali del Comune: asili nido, case popolari ecc. attribuendo un punteggio in più a chi risiede nel nostro capoluogo, da almeno 10 anni.
In qualità di candidato alle ormai imminenti elezioni comunali di Frosinone Vittigli indica alcuni degli spunti programmatici che il Movimento di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale porteranni avanti. <La nostra campagna elettorale – scrive in una nota- si muoverà sempre nel rispetto del programma politico nazionale del Partito avendo come punto di partenza di ogni proposta il recupero della Sovranità Territoriale e Nazionale la difesa della cultura dell’Identità, il rispetto dell’Ambiente e del Diritto al lavoro e la Lotta contro gli sprechi e le ingiustizie socialii. Questo per evitare che i nostri concittadini bisognosi siano sistematicamente scavalcati nelle graduatorie dagli stranieri appena arrivati a Frosinone; senza nessuna discriminazione, si attribuisce un punteggio in più a chi vive e lavora a Frosinone da almeno 10 anni, italiano, europeo o extra comunitario che sia. Tale proposta è perfettamente legale e realizzabile, il principale rischio a cui si va in contro nella previsione del criterio di anzianità di residenza nei bandi per l’accesso ai servizi forniti dal Comune (asili, case popolari ecc.) è quello di incappare nelle insidiose accuse di discriminazione e razzismo. Lo spazio di manovra per l’inserimento di un simile criterio è reso particolarmente angusto proprio dalla normativa comunitaria che in varie Direttive ribadisce il principio di parità di trattamento senza distinzione. Più volte negli ultimi anni normative regionali e delibere degli enti locali hanno tentato di regolare l’accesso ai suddetti servizi facendo leva sul requisito del radicamento sul territorio locale. Non di rado ciò è stato interpretato come un tentativo di eludere il principio di parità di trattamento. La circostanza che ha fatto dichiarare illegittimo il requisito dell’anzianità di residenza è il suo utilizzo come conditio sine qua non nell’accesso ai vari servizi e prestazioni sociali. Invece, l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo è perfettamente legale. Questo tipo approccio è stato già seguito dal Comune di Verona che ha assegnato un punteggio maggiore ai soggetti regolarmente residenti da 10 o 20 anni. Nonostante una iniziale “levata di scudi” della Commissione Europea nel 2008, che accusava il Comune di discriminazione sulla base della nazionalità, nel 2014 c’è stata l’archiviazione della relativa procedura di infrazione. E’ mio pensiero, che per difendere i diritti dei nostri concittadini non sia necessario né urlare e lanciare proposte scock, né continuare a vivere nella convinzione che tutto vada bene e che il buonismo sia l’unica soluzione; la realtà è triste e dura è figlia di una crisi terrificante ed io credo che questa possa essere una buona soluzione a difesa dei cittadini di Frosinone e della città tutta.
