Questione rifiuti: i sindaci del basso Lazio chiamano, il Governatore Zingaretti risponde. L’ultimo grido d’aiuto in ordine di tempo è arrivato nelle ultime ore dal primo cittadino di Colfelice Bernardo Dofrancesco che lamentava le esalazioni nauseabonde provenienti dello stabilimento SAF. E a raccogliere l’assist è stato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che ha ampliato gli orizzonti rispondendo anche alla querelle con la Sindaca di Roma Virginia Raggi. Ha spiegato Zingaretti: <Per l’emergenza rifiuti, c’è un rischio rivolta nel comuni dell’hinterland>.
Ma andiamo per ordine. Il sindaco Donfrancesco, sollecitato dalle segnalazioni degli abitanti di Camponi-Selva-via del Soldato, nelle ultime ore ha allertato le forze dell’ordine. In località Ortella, dove sorge lo stabilimento SAF, e nella zona nei pressi dello Stabilimento Molinari e del cavalcavia autostradale, è arrivato il Comandante della Polizia Locale Mario Nardone. L’ufficiale non ha potuto far altro che constatare che in effetti erano ben distinguibili esalazioni nauseabonde provenienti dallo stabilimento della SAF. Ha spiegato Donfrancesco: <Viene riferito che le esalazioni sono probabilmente causate dal conferimento di notevoli quantità di rifiuti provenienti dalla città di Roma e dalla loro prolungata permanenza delle fosse di accumulo. Si prega di intervenire in via di urgenza e provvedere all’accertamento di quanto segnalato>. La missiva è stata inviata anche alla Regione. A rispondere è stato lo stesso Zingaretti: <Bisogna fare molta attenzione – ha affermato il governatore – perché una politica che ha la pretesa e l’arroganza di portare i rifiuti di Roma in altri Comuni può far scattare una rivolta di chi è contrario. Il ciclo dei rifiuti si chiuda dove essi si producono. Grazie ai sindaci – ha aggiunto – che da tempo accolgono i rifiuti della Capitale, ma ora dobbiamo aprire un nuovo processo. L’idea che si possa andar avanti dicendo “tanto i rifiuti li mandiamo in altri comuni” è un’idea non solo tecnicamente complessa ma anche irrealizzabile perché l’Unione Europea vigilia e dà indicazione di lavorare i rifiuti nei luoghi dove sono prodotti. Non è polemica – conclude – ma si vuole individuare una soluzione che non è quella di dire ‘collochiamo i rifiuti in altri Comuni>. CAP
