Frosinone – Magliocchetti, un documento ufficiale sugli screening oncologici

Francesca Merolle
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Con un documento ufficiale è stata fatta luce sul programma degli screening oncologici presso la ASL di Frosinone. La notizia arriva da Danilo Magliocchetti Consigliere Comunale e provinciale di Frosinone.

“Più volte – scrive Magliocchetti – il sottoscritto in passato ha evidenziato il problema della scarsa produttività degli screening, e del problema delle liste di attesa in particolare per la mammografia bilaterale, ma è stato sempre risposto che gli screening oncologici costituivano addirittura una eccellenza locale. Ora è la stessa ASL a chiarire le cose. E’ scritto tutto, nero su bianco, a pag 175 del Piano strategico 2017-2019 della Asl di Frosinone, di cui alla delibera 728 del 15 maggio 2017 rilevabile dall’albo pretorio. Nel documento di programmazione si legge infatti che: “Gravi criticità vengono poi riscontrate nei programmi di screening: la Asl di Frosinone infatti non ha raggiunto i valori soglia in nessuno degli indicatori dei programmi di screening oncologici (recepimento DCA 191/2015) previsti per la mammella, la cervice uterina e il colon-retto, anzi risultano essere nettamente inferiori allo standard”. A tale scopo, giova ricordare che il Centro Unico Coordinamento Screening Oncologici aziendali, istituito nella Asl di Frosinone, è costituito da 1 collaboratore sanitario esperto, 3 infermieri professionali, 1 ostetrica. Quanto riportato nelle pagine seguenti del documento è di una eloquenza solare. “il Coordinamento non ha potuto assolvere appieno il proprio mandato relativamente all’aspetto della promozione dei programmi e dell’estensione degli inviti sia per le esigue risorse assegnate, sia perché consapevole di non poter promuovere ciò che sapeva di non poter garantire. Altra importante criticità risulta essere il fatto che attualmente il Coordinamento non è riconosciuto quale struttura nel nuovo organigramma Aziendale e il Coordinatore si trova a non poter agire con la necessaria autonomia, autorevolezza ed incisività in quanto si trova a dover richiedere l’operatività di personale non assegnato e ad interfacciarsi in modo non paritario con i responsabili delle strutture erogatrici cui afferisce tale personale”. Quindi riassumendo, il Coordinamento degli screening oncologici della ASL di Frosinone, fino ad oggi, non solo ha operato con scarsità di risorse, si è avvalso di personale non proprio della struttura ed addirittura il Coordinamento non è riconosciuto nel nuovo organigramma aziendale. Infatti tutti gli screening previsti per la mammella, la cervice uterina e il colon-retto, risultano essere nettamente inferiori allo standard. E questo non lo dico io ma la ASL stessa. Credo che tutto questo sia assolutamente sufficiente, dimostrato ancora una volta con prove documentali e non con le chiacchiere, per chiarire come sono state gestite determinate tematiche, in particolare quelle degli screening oncologici, la cui importanza per la prevenzione delle malattie tumorali non penso possa sfuggire a nessuno”.  
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