(di Alessandro Andrelli) Un vero e proprio fulmine a ciel sereno. L’edizione 100 del Giro d’Italia, al via domani da Alghero in Sardegna, non si è nemmeno aperta e purtroppo fa già registrare due casi di presunto doping. E a peggiorare il tutto, volendo guardare a casa nostra, tra i due ciclisti coinvolti, c’è il ciociaro Stefano Pirazzi, 30 anni nativo di Alatri. La notizia è giunta nella serata di oggi, giovedì 4 maggio 2017. Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni entrambi corridori della Bardiani-Csf, sono infatti risultato positivi ad un controllo antidoping effettuato fuori competizione.
Stefano Pirazzi, 30 anni originario di Alatri, proprio al Giro d’Italia è molto legato, con la maglia di leader del Gran Premio della Montagna nel 2013 e la vittoria nella tappa di Vittorio Veneto nel 2014. Ruffoni, invece, più giovane di Pirazzi, è un velocista che al recente Giro di Croazia si era aggiudicato ben due tappe. Proprio Ruffoni era tra i candidati per la vittoria di tappa all’esordio di domani nello sprint di Olbia. I due ciclisti rischiano il licenziamento da parte del loro team. Pirazzi e Ruffoni che vestono la maglia della Bardiani-Csf, squadra interamente composta da corridori italiani e inserita tra le 22 in corsa in quanto vincitrice della Coppa Italia nell’ultima stagione, sono risultati non negativi a una sostanza ormonale. Il controllo è stato effettuato dall’Uci a sorpresa, fuori competizione, il 25 aprile (Ruffoni) e il 26 (Pirazzi). La Bardiani-Csf, in serata, ha comunicato come riporta la Gazzetta dello Sport “di procedere con l’immediato allontanamento dei corridori dalla squadra presente al Giro d’Italia e la loro sospensione da qualsiasi attività, in conformità con le disposizioni della stessa UCI. Qualora le controanalisi confermassero la positività degli atleti, la società sportiva procederà ad immediato licenziamento, come previsto dal proprio regolamento interno, già sottoscritto da tutti i corridori del team, riservandosi la possibilità di ulteriori azioni al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri sponsor”. Bruno e Roberto Reverberi, manager del team, hanno, dichiarato: “Siamo assolutamente scioccati dalla notizia. Attendiamo i risultati degli ulteriori accertamenti previsti dal regolamento antidoping e ribadiamo con assoluta fermezza l’intenzione di salvaguardare i valori che il nostro progetto sportivo ha portato avanti in questi anni”. Pirazzi, che quest’anno avrebbe partecipato per la settima volta al Giro d’Italia è, tra i ciclisti più amati, non solo in Ciociaria. Le sue doti da scalatori e il suo grande temperamento hanno sempre infiammato la corsa rosa. Qualora fossero confermate le contro analisi per il ciclista ciociaro sarebbe un durissimo colpo ad una carriera professionale finora davvero encomiabile. In queste ore però la Bardiani-Csf , che ha usufruito di una Wild Card per prendere il via al Giro, rischia l’esclusione dalla corsa per effetto delle norme UCI (una immediata sospensione dell’attività del team per un mese come già avvenuto nel 2015 per la Androni e solo poche settimane fa per il Team Pishgaman, formazione continental iraniana). Sarà l’organizzazione del Giro d’Italia a doversi esprimere nelle prossime ore con l’eventuale estromissione, in via preventiva, della squadra di Pirazzi. Alessandro Andrelli
