(di Irene Mizzoni) Che cosa vuol dire essere di sinistra oggi? E’ davvero possibile che essa torni ad essere unita? E con chi dovrebbe unirsi, e a quale prezzo? Può essere forza di governo? Spunti di riflessione analizzati da quanti sabato scorso si sono ritrovati a Sora per partecipare all’interessante iniziativa “LA SINISTRA CHE VORREI, dove si incontrano le idee”.
“L’iniziativa pubblica, organizzata da Sinistra Unita Sora – avevano scritto non a caso gli organizzatori per annunciare l’evento – è stata tesa a creare un incontro tra cittadini, partiti, movimenti e associazioni, che non abbia come scopo una mera sommatoria elettorale, ma favorire l’incontro e stimolare la mescolanza di proposte e azioni, che nell’ambito della sinistra politica sono già comuni e spesso unitarie. Un laboratorio di idee che parta da Sora, ma con l’ambizione di estenderlo a tutti gli altri ambiti locali e nazionali. L’invito – scrivevano ancora – è stato esteso a tutte le esperienze civiche elettorali locali dichiaratamente di sinistra, come Frosinone in comune, Alvito Bello, Riscossa Popolare per Cassino, Alatri in Comune e Esperia bene Comune. Con la nostra iniziativa vogliamo partire dalle tante realtà locali, diffuse su tutto il territorio nazionale – come “Città in Comune” – con la partecipazione all’incontro, di tutti i segretari e referenti provinciali, regionali e nazionali di tutti i principali movimenti e partiti dichiaratamente di sinistra, per allargare il dibattito a coloro che dovrebbero ascoltare le richieste unitarie che provengono dal basso, con l’intento di gettare un seme importante per l’unità della sinistra a tutti il livelli“. Dunque una iniziativa lodevole, che mira in alto e che per questo ha richiamato la partecipazione di tanti, partire dal segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. <Noi dobbiamo unire quelli che lottano per le stesse cose e che sono divisi da storie, vicissitudini che però – ha detto Acerbo – non sono essenziali rispetto alla causa che sostengono>. <Rileggiamo la Costituzione, costruiamo la sinistra con quei valori, programmi chiari, comportamenti chiari, valori innovativi per recuperare i valori della nostra tradizione. L’attacco capitalistico è in corso e non è solo contro il lavoratori dipendenti ma colpisce il lavoro autonomo, gli artigiani, le pmi, i piccoli commercianti. E’ bene che noi lavoriamo anche con chi è molto distante da noi per ricostruire l’unità della sinistra e con tutti quelli che possono trovare nella sinistra la risposta ai propri bisogni, alle proprie esigenze, uno strumento per difendere i propri diritti>. <Il discorso sulla unità però non va declinato in modo generico>. <Imbroglioni, indagati, gente che usa la politica per i fatti propri non mi interessano. Io qui non sono per l’unità. Mi interessa l’unità con quelle persone che non vanno più a votare perchè non credono più in nessuno; quella è la sinistra recuperabile…il lavoratore che pensa che tutti lo hanno fregato. Ma è sinistra quella che ha votato la legge Fornero? Chi l’ha votata per un po di anni vada ad attaccare i manifesti e poi ne riparleremo di sinistra>. <Bisogna discutere su chi vogliamo unire, contro chi e per cosa>. <Credo che quello che state facendo qui sia positivo e che una sinistra così sia possibile>. Tante le questioni affrontate da Acerbo durante il suo intervento. Fra le tante non ha tralasciato di dire che: <Non è detto che dobbiamo essere per forza minoranza>. Prima di lui, tante le persone intervenute, da Bruno La Pietra a Daniele Bianchi, da Guglielmo Maddè a Marco Maddalena, da Paolo Ceccano a Giovanni Morsillo e altri. Un punto di partenza l’iniziativa di sabato che probabilmente verrà replicata in altri comuni della provincia. Perché, è stato evidente, l’idea di una “prossima sinistra” piace e già unisce. La consapevolezza è la necessità di una sinistra vera che sia movimento del popolo. La sinistra che tutti vogliono è innanzitutto quella che si batte per l’uguaglianza e le libertà, per la democrazia attiva e la dignità umana. E’ quella che si batte per i diritti, che pratica il multiculturalismo; si batte contro l’intimidazione mafiosa e il dilagare dell’economia criminale, è contro le ingiustizie e lo sfruttamento. Irene Mizzoni




