Il 20 marzo us il Consiglio provinciale di Frosinone ha dato vita alla costituzione delle commissioni consiliari che, come recita l’art.32 dello Statuto, “hanno compiti consultivi, istruttori, redigenti e di indagine sull’attività dell’Amministrazione”. Il 30 marzo,sono state stabilite le presidenze di tutte e 4 le suddette Commissioni consiliari . Ebbene, dopo 23 giorni dalla individuazione dei rispettivi presidenti e vice, nessuna commissione è stata ancora convocata. Sulla questione è sceso in campo Magliocchetti.
“La verità – scrive Magliocchetti in una nota – è che questa amministrazione è totalmente ferma, perché non ha nulla da dire e da proporre al territorio e quindi ai cittadini e quindi alle imprese. Non si vuole cercare la polemica per forza e fine a se sessa. Ma l’immobilismo di questa amministrazione è evidente a tutti. Se le commissioni non vengono convocate, significa evidentemente che non ci sono argomenti da trattare, delibere da esaminare, problemi da affrontare. Nemmeno si può pensare, come parziale e comunque non condivisibile scusante, che ci troviamo a fine consiliatura, quando forse le energie e la capacità programmatoria di un ente è in parte sfumata. Qui siamo esattamente al caso contrario, siamo tutti stati eletti, o rieletti, appena 3 mesi fa, eppure non c’è alcuna visione di qualsivoglia programmazione. Eppure i problemi da affrontare, da parte delle commissioni e quindi da parte del consiglio, sono talmente tanti, a cominciare dalla disoccupazione, all’ambiente, alle scuole, alle strade, alla mancanza di infrastrutture, dai tagli ingiustificati ed irrazionali al bilancio della provincia, invece niente. Quale è quindi la proposta di governo del territorio, per le deleghe, ma non soltanto per quelle, di propria competenza da parte della maggioranza? A tale proposito, è bene ricordare che l’ articolo 9, comma 2, dello Statuto nella parte delle funzioni fondamentali prevede che: ‘la Provincia esercita funzioni di pianificazione territoriale, comprende la programmazione ed il coordinamento della mobilità, le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture di competenza della comunità provinciale, le politiche ambientali sostenibili e di sviluppo insediativo, l’individuazione dei poli funzionali e industriali provinciali’. Non mi sembrano funzioni di poco conto, e che non abbiano rilevanza con la grave attualità del territorio, per la quale non si sta facendo nulla. Non una idea, non un progetto o una iniziativa che caratterizzi la provincia. Non basta convocare qualche tavolo, servono iniziative concrete, atti deliberativi aventi contenuti seri validi e, possibilmente condivisi con tutti i Consiglieri. Circostanza ancor più paradossale, su sollecitazione dell’UPI, abbiamo presentato esposti alle varie procure e al Prefetto per denunciare una situazione insostenibile e per rivendicare, giustamente sottolineo io, il riconoscimento di rango costituzionale, quindi maggiori risorse economiche, maggiore visibilità e volontà di interagire con il territorio e quindi con i sindaci. E poi, invece, non abbiamo niente da dire e niente da proporre? Ho fatto parte della maggioranza di governo della provincia fino a pochi mesi fa, quindi sono pienamente consapevole delle difficoltà dell’ente, che è ancora vittima di un processo di trasformazione, per nulla definito e per nulla realizzato.”
