Lo scorso 3 marzo avevamo lanciato l’allarme, parlando di una probabile chiusura dell’Asilo nido “Pollicino” di via Don Luigi Catelli. In quel caso l’Assessore Cacciarella non smentì la notizia, parlando semplicemente di problemi di gestione. Ma già quello bastò per capire che prima o poi qualcosa sarebbe successo. Lo scorso 31 marzo, infatti, la Giunta Comunale ha deliberato la chiusura dell’asilo nido a partire dal prossimo 31 luglio. In seguito a questo atto arriva la dura presa di posizione del Comitato dei genitori dei bambini della struttura.
Nelle settimane scorse, dunque, si fece riferimento ad una gestione che vedeva nella struttura soltanto pochi bambini e che costava comunque alle casse comunali circa 170000 euro l’anno. Una situazione che ha spinto l’Amministrazione a decidere di andare avanti con la chiusura. La notizia, però, non è stato presa nel migliore dai genitori dei bambini che usufruiscono del plesso scolastico, che hanno inviato una lettera al Comune e alla Regione Lazio. Si legge nella missiva: “Scriviamo questa lettera per manifestare tutta la nostra preoccupazione ed il nostro disappunto sulla chiusura dell’ Asilo nido comunale di Ceprano “Pollicino”. La Giunta Comunale con delibera n. 43 del 31/03/2017 ha decretato la chiusura dell’unico asilo nido presente sul nostro territorio a decorrere dal prossimo 31 luglio. Troviamo questa decisione ingiusta, tanto più se si considera che la stessa è stata assunta senza un vero e proprio dibattito con i cittadini e senza che l’Amministrazione comunale, stante la serietà della questione trattata, abbia reso pubblica la questione, se non con la delibera richiamata>. I genitori ricordano la bontà dell’offerta prestata: <Per i nostri figli la frequenza al nido è stata un esperienza formativa di tutto rispetto, e pretendiamo che tutti gli altri bambini, in futuro, possano beneficiarne allo stesso modo. Vale la pena sottolineare il valore professionale ed umano di tutte le educatrici e della cuoca che, da oltre un ventennio, prestano la loro attività a favore dei più piccoli e che si sono sempre occupate dei nostri figli come delle vere e proprie Zie. Il clima affettivo che si è creato all’interno di questa piccola comunità, tra le educatrici, i genitori e soprattutto tra i bambini non ha eguali”. Ecco dunque un appello al Comune: “E’ per questo che, nonostante le difficoltà di bilancio del Comune, esigiamo che tutte le istituzioni valutino attentamente questa scelta, anche in considerazione del fatto che ad oggi non è dato comprendere quali sarebbero i risparmi ed i benefici derivanti dalla prospettata chiusura. Vale la pena tagliare questo servizio considerando anche che il Comune dovrà comunque sostenere costi per il sostegno dell’occupazione di tutto il personale in forza presso il Nido?A cosa serve un piano di riequilibrio finanziario se con esso non si riesce a salvare neanche il salvabile? Il fatto che l’Asilo Nido accolga un numero limitato di quattordici bambini, è dovuto a delle sbagliate scelte dirigenziali e non può di certo essere utilizzato come giustificazione della futura chiusura”. Dai genitori anche una proposta: “L’amministrazione avrebbe potuto, al contrario, elevare il numero delle ammissioni, considerando che per l’anno in corso, alcuni bambini sono stati esclusi. Riteniamo che l’Amministrazione comunale sia tenuta, per senso di dovere e di lealtà verso tutti i cepranesi, ad adoperarsi per evitare la chiusura di questo servizio, richiedendo un confronto con la Regione, al fine di ottenere maggiori finanziamenti e garantire il servizio”. Arriva poi un appello alla Regione Lazio: “Vogliamo inoltre evidenziare che la Regione Lazio pubblicizza l’adozione di un piano per l’ampliamento della rete di asili nido pubblici e convenzionati al fine di “migliorare la qualità dei servizi, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con figli e contrastare la crisi demografica”. Pertanto non comprendiamo come si possa incentivare l’apertura di nuovi nido ed allo stesso modo abbandonare a se stessi gli Asili nido più “anziani”. La Regione Lazio deve considerarsi responsabile della funzionalità del servizio sociale, intervenendo per evitare la chiusura del Nostro Asilo nido, diversamente, i principi che la stessa promuove restano ben lontani dalla realtà dei fatti. Chiediamo pertanto, anche alla Regione Lazio, di prendere posizione sulla futura chiusura dell’Asilo Nido Pollicino e di collaborare con il nostro Comune, al fine di continuare a garantire il servizio”. Il Comitato dei genitori conclude con un appello: “Non lasciamo che i fondi ad essere tagliati per primi siano quelli che interessano i piccoli cepranesi del futuro, che invece meriterebbero ogni sacrificio da parte dell’ente. Chiediamo pertanto di rivedere questa scelta, affinché l’intera comunità cepranese possa ancora contare sull’operato della “famiglia” dell’Asilo Nido Pollicino, da sempre considerata come una vera istituzione pubblica”. Dal Comune non ci sono stati commenti sulla notizia. Non è escluso, però, che la scelta possa essere rivista in base ai provvedimenti del Governo sulla “Buona scuola” che potrebbero ripensare in toto la figura dell’Asilo nido. Una situazione che la momento, però, è tutta in itinere e che verrà compresa meglio nel momento in cui saranno più chiari i decreti attuativi dei provvedimenti. CAP
