Operaio pestato a sangue e sequestrato da due amici ai quali doveva 2.500 euro che gli avevano prestato per pagare un debito di gioco. Entrambi sono stati rinviati a giudizio per sequestro di persona lesioni ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Sequestro di persona, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni. Sono questi i reati che hanno trascinato alla sbarra due ragazzi frusinati rispettivamente di 37 e 38 anni accusati di aver picchiato e sequestrato un operaio di 32 anni residente nella provincia pontina. Motivo del pestaggio un prestito di 2500 euro che i due avevano fatto all’operaio che doveva pagare un debito di gioco. Ma quel denaro non era mai stato restituito ed entrambi avevano deciso di fargliela pagare. Così avevano fatto irruzione nel suo appartamento e l’avevano picchiato selvaggiamente. Poi l’avevano trascinato nella loro auto e avevano chiamato il fratello dicendogli che se non portava i soldi non avrebbero più rilasciato il debitore. L’uomo allarmato da quelle frasi aveva allertato i carabinieri che erano riusciti a rintracciare i due sequestratori. Successivamente gli <amici> sono stati rinviati a giudizio . L’udienza si terrà il prossimo dicembre presso il tribunale di Latina per competenza. Gli imputati saranno difesi dall’avvocato Antonio Perlini. Marina Mingarelli
