Il 9 novembre del 2016 fu firmata la convenzione con la quale il Comune metteva a disposizione il Patrimonio Pubblico sotterraneo di Anagni, alla Federazione dei gruppi speleologici Hypogea.
L’obiettivo è quello di far effettuare ricerche, studi e proposte per rendere accessibile e fruibile il Patrimonio sotterraneo finora rimasto sconosciuto, realizzare una mappatura dell’Anagni sotterranea per documentarla e valorizzarla anche a fini turistici . Un motivo in più di rilancio economico e culturale, in quanto il mondo sotterraneo è ricco di strati di storia bellissimi con caratteri misteriosi ed affascinanti. Sono iniziate le esplorazioni del sottosuolo, i primi sopralluoghi hanno riguardato cisterne, acquedotti, cunicoli di drenaggio. Approfittando della disponibilità di alcuni cittadini di Anagni che ancora dispongono di cisterne domestiche, sono stati effettuati dei sopralluoghi preliminari, ai quali farà seguito l’immersione degli speleo-subacquei in una delle cisternine ancora alimentate da acqua. Carla Galeazzi , presidente di Hypogea. “Abbiamo iniziato dalle strutture legate all’acqua perché è l’elemento che ha maggiormente condizionato, per secoli, la vita del popolo di Anagni. La scarsità di risorse disponibili ha inciso in modo positivo sulle capacità tecniche degli abitanti dell’antico borgo, che si applicarono con ingegno alla soluzione del problema, tanto che quasi tutte le abitazioni vennero dotate di piccole cisterne domestiche. Ma nel contempo la qualità non buona dell’acqua convogliata in questi depositi, costituita in larga parte da acque meteoriche, provocò gravi malattie che nella seconda metà del Settecento furono oggetto di approfonditi studi. Le relazioni dell’epoca parlano di malattie stagionali, facendo intendere che le febbri periodiche potessero essere non solo tifoidi ma anche malariche. Indubbiamente la realizzazione dell’acquedotto La Sala risolse molti problemi dando impulso allo sviluppo della città.” “L’obiettivo dello studio – aggiunge Carla Galeazzi – prevede un “censimento” di queste strutture sotterranee così fortemente legate alla storia di Anagni, ma per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, dei cittadini e delle istituzioni. Da parte del Comune riceviamo costante supporto alle attività in corso. Con le altre istituzioni stiamo iniziando a prendere i primi accordi, ad esempio sarebbe molto utile poter effettuare dei sopralluoghi in alcuni sotterranei della Cattedrale. Sono profondamente convinta che l’eventuale apertura al pubblico di nuove strutture sotterranee potrebbe avere ricadute positive per tutti gli operatori del settore turistico-museale-ricettivo ecc. Sia per chi gestisce strutture già note, sia per il proprietario della piccola cantina. L’ampliamento dell’offerta turistico-culturale legata al sotterraneo, in una città come Anagni che parte già largamente avvantaggiata dalle bellezze del sopra suolo, potrebbe costituire davvero un impulso importante per la città e dunque per tutta la comunità”. Anna Ammanniti
