Roma – CISL: Sky Italia addio a Roma, punta tutto su Milano

Francesca Merolle
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Prima Almaviva chiude la sede romana licenziando 1666 lavoratori. Adesso anche Sky Italia che, dicendo addio a Roma e puntando tutto su Milano, vorrebbe licenziare 120 persone tra tecnici e giornalisti e effettuare 300 trasferimenti su un totale di circa 600 dipendenti attualmente occupati nella sede romana – dichiara di Paolo Terrinoni, Segretario Generale CISL Roma Capitale Rieti- .

“Questo – continua il comunicato – vuol dire che la capitale non è più un luogo di attrazione. Un segnale negativo dovuto a diversi e molteplici fattori. Il principale quello di essere una città difficile da governare, stretta tra una burocrazia lenta e una macchina amministrativa complessa, e che sembra non attirare più lavoro e investimenti. Resta il fatto che Roma da quartier generale delle società di telecomunicazioni, sta diventando piano piano una succursale. Interi pezzi di città che stanno andando via dopo che avevano scelto la capitale nel momento di maggiore sviluppo economico. Erano gli anni in cui si parlava di Roma come locomotiva d’Italia(prima per Pil e ricchezza creata)mentre oggi è diventata il fanalino di coda di una macchina che cammina a rilento. Noi ci auguriamo che il comune faccia qualcosa di concreto per evitare che una grossa azienda come Sky porti tutto a Milano. Dal Sindaco di Roma, quindi, ci aspettiamo una presa di posizione molto forte per evitare altre ricadute occupazionali in una città già fortemente provata e attraversata da una crisi profonda che rischia di diventare strutturale”. Non è mancata ad arrivare una nota stampa del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: <Noi come Regione garantiamo e garantiremo, come abbiamo sempre fatto, di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per impedire questa ulteriore grave perdita per la città. Però, questa è solo una parte di una vicenda molto più complessa: Roma purtroppo sta perdendo la propria vitalità e la propria capacità attrattiva. E’ una crisi di sistema molto grave nei confronti della quale non possiamo essere noi, Regione Lazio, l’unico soggetto attivo in campo>. Foto dal web  
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