Pressione fiscale e affitti troppo alti mettono ko il commercio, nonostante si vogliano additare le amministrazioni comunali di fallimento delle purtroppo tante attività.
Purtroppo o per fortuna Anagni è una città con un grande centro storico e una vasta periferia, considerato il secondo territorio più esteso della provincia di Frosinone. Con l’avvento dei centri commerciali, negli anni 90 l’estensione commerciale ha prolificato nelle periferie, soprattutto ad Osteria della fontana. La chiusura dei tanti stabilimenti e la chiusura soprattutto dell’Ospedale, ha causato infiniti danni a tutti. Lentamente il centro storico già surclassato dal “marciapiede Regina Margherita”, ha subito un duro colpo. Le attività piano piano hanno abbassato la serranda, altre si sono rinnovate cercando di sopravvivere ai prezzi dei centri commerciali, ai costi degli affitti e a una eccessiva pressione fiscale, che fa dell’Italia uno dei Paesi europei in cui si paga un’ elevata somma di tasse. Difficile arrivare a fine mese, fare i conti con le bollette, con i fornitori e tutto ciò che ruota intorno all’attività. Gli affitti onerosi non invogliano a incrementare la nascita di nuove attività, lasciando così “soli” quei pochi negozi che resistono agli eventi. Traffico ristretto, ztl, fanno parte ormai delle misure adottate in tutta Italia per combattere l’inquinamento, misure che “obbligano” le amministrazioni comunali ad adeguarsi. Non è il colore politico che fa prendere queste decisioni e tanto meno nessun buon governo vorrebbe far morire le attività, essendo i commercianti il sale di un paese, in quanto fanno girare l’economia. Anna Ammanniti
