Pastena – Commissione antimafia in Ciociaria, Gnesi: “Un gesto di coraggio”

Carlo Capone
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Arturo Gnesi, candidato alle elezioni provinciali con il gruppo di “Possibile”, la nuova formazione creata come alternativa al Partito Democratico da Pippo Civati e appoggiata a livello provinciale da Gianfranco Schietroma, sta portando avanti la battaglia per la creazione di una commissione antimafia provinciale. Un gesto di coraggio e responsabilità, lo definisce Gnesi, nella convinzione che il rilancio del territorio passi proprio attraverso la lotta alle intimidazioni e alle infiltrazioni mafiose.

E il sindaco di Pastena commenta questo obiettivo, spiegando come sempre più spesso si senta voce fuori dal coro: <Essere un marziano in terra ciociara porta sfiga, come è successo a Roma con il sindaco Marino, ma se marziani fossero gli altri?  e se a sbagliare fossero i criticoni, quelli che sanno sempre tutto ed hanno sempre la coscienza a posto? La mafia in ciociaria appare un’esagerazione, uno spot propagandistico, una mancanza di rispetto per la popolazione locale, una balla, una assurda stupidaggine, un insulto alle istituzioni. Eppure la  mafia in Ciociaria esiste, chiamiamola camorra oppure ‘ndrangheta, esistono organizzazioni criminali con target diversi, metodologie differenti riguardo al controllo del territorio e alle relazioni con il potere politico e finanziario. Per non sapere né leggere e né scrivere chiamiamo mafia qualsiasi attività criminale che investe il denaro sporco sul nostro territorio e intimorisce, compra o zittisce la pubblica amministrazione, va oltre i controlli e i divieti delle leggi alleandosi con pezzi delle forze politiche ed economiche attive nelle istituzioni>.Gnesi spiega poi come per mafia si intenda quel sistema di potere a più livelli che approfitta di un territorio debole dal punto di vista politico. E come non dar ragione al sindaco di Pastena che continua spiegando i motivi che lo stanno spingendo a proporre la creazione di una commissione antimafia:<La mafia è forte dove la politica è debole e dove le è consentito vivere in tranquillità senza clamore, senza scossoni e senza che  nessuno le dia fastidio.  La mafia non vive sotto i riflettori e non ama le prime pagine dei giornali, preferisce la penombra, il silenzio, i patti tra gentiluomini e il rispetto delle regole. Quelle loro, s’intende. Proporre una commissione antimafia provinciale ai più può sembrare  illogico e irrazionale ma senza illustrare, a supporto delle proprie tesi, la contiguità con la terra dei veleni, il soggiorno obbligato dei boss lungo le coste del sud –pontino e la palude di “mafia capitale” è sufficiente prendere a monito le ultime analisi fatte in apertura dell’anno giudiziario. Inoltre – conclude Gnesi –  noi viviamo all’ombra della capitale, ne subiamo il fascino e ne scontiamo il peso e appare sempre più evidente la meridionalizzazione della nostra provincia in termini di ricchezza pro-capite, di qualità dei servizi, di percentuali di disoccupazione giovanile e forse anche in termini di rassegnazione culturale ai fenomeni malavitosi>. CAP    
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