Feto di quattro mesi rinvenuto in una fogna, la giovane interrogata ieri dagli agenti della squadra Mobile ha confessato di essersi procurata l’aborto con alcuni farmaci e di aver gettato quel corpicino nello scarico.
Ha confessato la ragazza straniera indagata per aborto clandestino a seguito del ritrovamento di un feto da parte di alcuni operai di una ditta di autospurgo una conduttura ubicata alla periferia di Ferentino. La giovane di venti anni ha ammesso di aver gettato il corpicino nello scarico della sua abitazione. Per indurre l’espulsione del feto si era procurata alcuni farmaci . A suo dire quei farmaci le erano stati consigliati da alcune amiche che avevano vissuto la sua stessa esperienza. Davanti agli investigatori la ragazza, che si è mostrata pentita per quello che ha fatto, ha dichiarato che quel comportamento aberrante era scaturito dalla disperazione. Lei che viveva di piccoli lavori saltuari non poteva permettersi di crescere un bambino. Quel piccino mai nato era stato concepito da una breve relazione e quindi avrebbe dovuto affrontare quella gravidanza da sola e senza aiuti economici.La cosa la spaventava terribilmente . Cosi aveva deciso di procurarsi l’aborto. Agli agenti della squadra Mobile che hanno portato avanti le indagini avrebbe detto di aver fatto tutto in completa autonomia e che non era stata indotta da nessuno a mettere in atto quell’azione orribile
Marina Mingarelli
