Rocca d’Arce al collasso: il paese rischia di scomparire sotto frane e isolamento totale

Irene Mizzoni
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Non è un’ipotesi lontana, ma uno scenario sempre più concreto. Il centro storico è sotto assedio: frane, smottamenti e crolli stanno divorando le vie di accesso, mentre il maltempo continua a colpire senza tregua. Il sindaco rompe gli indugi e lancia un appello che suona come un ultimatum: servono interventi immediati, prima che sia troppo tardi.

Il primo cittadino ha inviato una lettera a Prefettura, Regione e Governo; un documento chiaro, diretto, senza margini di interpretazione. La situazione è “emergenziale”. E ogni giorno perso potrebbe fare la differenza. Strade che cedono, paese che si chiude. Le immagini sono quelle di un territorio fragile che sta crollando pezzo dopo pezzo. La viabilità è ormai compromessa: la strada provinciale e arterie cruciali come Via Re Manfredi e Via Montenero mostrano cedimenti evidenti, con tratti già chiusi per motivi di sicurezza. Non si tratta più solo di disagi. È una questione di accessibilità, di sopravvivenza quotidiana. Servizi essenziali sotto pressione A pagare il prezzo più alto sono i cittadini. In particolare gli anziani, che rappresentano una larga fetta della popolazione. Raggiungere un ambulatorio, un ufficio pubblico, un negozio o un luogo di culto sta diventando un’impresa. Il rischio è che il centro storico si trasformi in una zona isolata, con conseguenze pesanti sul piano sanitario, sociale ed economico. “Rischio isolamento concreto” Parole pesanti, quelle utilizzate dal primo cittadino. Non un’allerta generica, ma una constatazione netta: senza interventi strutturali immediati, Rocca d’Arce può restare isolata. E mentre il terreno continua a muoversi, cresce la preoccupazione per le prossime settimane. Le condizioni meteo restano instabili e ogni nuova pioggia potrebbe aggravare ulteriormente una situazione già al limite. L’appello: fondi, emergenza, azioni rapide Dal Comune arriva una richiesta precisa: sopralluoghi tecnici urgenti attivazione della Protezione Civile riconoscimento dello stato di emergenza stanziamento di fondi straordinari Non è più tempo di valutazioni lente o passaggi burocratici. Serve una risposta immediata e concreta. Pressione su Roma e Regione La lettera del sindaco è anche un atto politico forte. Un modo per mettere le istituzioni di fronte alle proprie responsabilità. Il messaggio è inequivocabile: Rocca d’Arce non può farcela da sola. Ora la palla passa agli enti sovracomunali. Ma il tempo stringe. E mentre si attendono risposte, una comunità intera guarda alle proprie strade che cedono, con una sola domanda: quanto manca prima di restare completamente isolati?
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