EDITORIALE – Frosinone, ci vuole “pioggia, vento e sangue nelle vene”…

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Ci vuole pioggia, vento e sangue nelle vene.

Così canta Jovanotti, e la canzone sembra calzare a pennello al Frosinone visto ieri pomeriggio ad Avellino. E’ stato un tempo da Lupi in Irpinia, senza se e senza ma. Un po’ di freddo, ma soprattutto pioggia e tanto, forse troppo, vento. Alle condizioni atmosferiche poi, si è aggiunto il clima di contestazione della tifoseria biancoverde nei confronti della società, che ha reso il tutto tendenzialmente più tenebroso e mentalmente difficile. Ma il Frosinone è stato più forte di tutto e tutti. Una prova di carattere eccelsa, in quanto la squadra ha fatto la propria gara con intelligenza sfruttando al meglio le varie fasi di gioco. C’è ancora qualcosa da registrare dietro, è inevitabile, anche perchè qualche “sbandatina” c’è stata, ma poco importa. Questo Frosinone, forse, è già nella storia. Sei risultati utili consecutivi, di cui cinque vittorie, e soprattutto sedici punti raccolti su diciotto disponibili. Numeri di una squadra, che come un uragano vuole abbattersi su questa Serie B. E la vittoria di ieri va condivisa con gli oltre ottocentro ciociari che hanno sostenuto dal primo all’ultimo la squadra. Uniti si vince…   Nunzio Danilo Ferraioli
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