La Corte dei Conti sezione del Lazio ha emesso un verdetto di colpevolezza, con sentenza di primo grado, nei confronti di Vincenzo Addimandi, legato a una delle vicende giudiziarie ambientali del Frusinate più importanti e tristi degli ultimi anni.
Vincenzo Addimandi, responsabile del Servizio Risorse idriche e naturali, suolo, rifiuti e bonifiche della Sezione Provinciale di Frosinone di ARPA Lazio, fu accusato di aver modificato nel 2007 il dato analitico relativo allo zinco del campione di scarico di acque reflue di una ditta di Anagni, che finivano nel Rio Mola Santa Maria e quindi nel Fiume Sacco. Per la precisione, cercò di convincere un tecnico ad alterare il dato analitico, in modo che risultasse nei limiti di legge. Il tecnico rifiutò di modificare il dato, lui di suo pugno lo avrebbe corretto, sostituendo il rapporto di prova originale inviato alla Finanza. Rinviato a giudizio solo nel 2011 per i correlati reati, il procedimento penale si concluse nel febbraio 2015 per prescrizione dei termini. La Corte dei Conti ha però proseguito il proprio procedimento amministrativo-contabile, iniziato nel maggio 2015, volto a tutelare gli enti pubblici da eventuali danni finanziari. Riconoscendo la colpevolezza dell’imputato per i fatti ad esso ascritti, lo ha condannato al pagamento di € 5.304,24 «risultante dalla somma del danno patrimoniale indiretto pari alle spese legali affrontate da ARPA Lazio per avvalersi per la costituzione di parte civile (€ 2.516,80) e del danno da disservizio (quantificato in misura pari alla quinta parte di uno stipendio mensile lordo, e cioè in € 2.787,44)». Redazione
