Sora – Per non dimenticare Samanta Fava e Zio Peppuccio (video)

Irene Mizzoni
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La fiaccolata di venerdì sera organizzata dalla famiglia Palleschi a Sora è servita anche per porre l’accento su altre due vicende che riguardano la provincia di Frosinone.

In particolar modo Samanta Fava, la 37enne sorana uccisa e poi murata in un caminetto e il cui aguzzino, condannato in primo grado a 24 anni di reclusione, da sei mesi è agli arresti domiciliari. Samanta Fava venne trovata in un’abitazione di Fontechiari nel giugno 2013 dopo un anno e mezzo di ricerche da parte della Polizia. Dopo la sua morte e l’occultamento orribile del suo cadavere è stato arrestato e condannato Tonino Cianfarani, amico della vittima. Cianfarani da aprile ha ottenuto il beneficio dei domiciliari da parte del presidente della Corte d’Appello di Roma perchè affetto da una grave malattia. La famiglia di Samanta Fava non si rassegna a questa decisione e chiede giustizia e chiede soprattutto che Cianfarani continui ad essere sì curato ma in una struttura adeguata, lontano da Sora e lontano dall’abitazione del figlio di Samanta che è un ragazzino di 13 anni e che è costretto a vedere l’aguzzino della madre sul balcone o seduto davanti casa. L’altra vicenda è quella di Zio Peppuccio, al secolo Giuseppe Ruggero, un anziano di Coreno Ausonio scomparso nell’aprile del 2011 e di cui non si è più trovata traccia. Il figlio Tonino, dopo l’archiviazione da parte della Procura di Cassino, non  si arrende e continua la sua battaglia per arrivare a scoprire dove possa essere stato seppellito o dove possa essere finito il padre. La famiglia Ruggero è convinta che Giuseppe Ruggero possa essere rimasto vittima o di un incidente sui monti oppure di qualche trappola che poi lo ha portato alla morte. Angela Nicoletti
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