La Corte di Appello di Roma ha confermato la condanna ma riducendo gli anni di pena a 14. I familiari dopo la prima dichiarazione a caldo sfogano tutta la loro rabbia sui social e in tv.

Marco Di Muro è stato condannato a 14 anni per
omicidio volontario aggravato ma quella che ai familiari all’inizio era sembrata una notizia “accettabile”, a mente più fredda non lo è per niente e sfogano il proprio
dolore misto a rabbia su ogni mezzo, dai social dove lo zio Massimo è molto presente, ai giornali e alle tv nazionali. I giudici della Corte d’Appello di Roma, infatti, hanno scalato i due anni di aggravante ed altri due di attenuanti rispetto alla condanna del Gup di Civitavecchia durante il rito abbreviato; procedura, quella del rito abbreviato, che già aveva fatto scoppiare la rabbia dei parenti all’epoca in quanto ritenuto
inaccettabile per un delitto di così grave efferatezza. “
Comunque sia è stato confermato colpevole della morte di Federica Mangiapelo e se ne torna in carcere. Siamo soddisfatti a metà, la cosa più importante è la conferma che sia lui il responsabile” – ci aveva dichiarato lo zio paterno Massimo subito dopo la sentenza, ma nel tono di voce avevamo già notato qualcosa che covava e che, infatti, è venuto fuori dopo poche ore su Facebook dove Massimo, autore del libro “Federica la ragazza del lago”, aveva dichiarato tutto il suo dolore e la sua amarezza per questo sconto di pena. Ancora più
dure le parole del papà di Federica, Luigi, e della mamma Rosella che parlano di “seconda morte” per la figlia, e di “
morte della giustizia” sottolineando come questo episodio leda tutte le donne vittime di violenza. Quella violenza contro la quale lo zio paterno Massimo, con il suo libro, lotta da anni, girando l’Italia per convegni a presentare la storia di Federica e a sensibilizzare tutti su questo ormai cronico malsano fenomeno. È proprio Massimo a dirci che lui a differenza del fratello non crede che la giustizia sia morta, che sia viva ma malata e che va assolutamente corretta ed in questo il legislatore ha un compito
urgente ed inderogabile.
Andrea Tagliaferri