“Codici si è interessata all’ultimo, e noto, aumento tariffario richiesto dal gestore idrico, per adesso sospeso dalla consulta dei sindaci ATO 5. Abbiamo, pertanto, formulato, attraverso il nostro ufficio legale con gli Avvocati Roberto Tofani ed Enrico Maria Fantozzi, una richiesta di accesso agli atti riguardo all’istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2016 – 2019, e alla relazione tecnica ad essa allegata, presentata dal gestore all’AEEGSI, essendo il coefficiente di aumento tariffario prevalentemente dovuto al recupero delle morosità. L’esame della stessa ha, purtroppo, rilevato la presenza di valutazioni discriminatorie nei confronti della popolazione residente oltre ad un evidente scollamento rispetto alla reale situazione del territorio”. A dichiararlo è il segretario provinciale di Codici, Giammarco Florenzani.
“Sono inaccettabili le teorie di Acea Ato 5 secondo cui il contesto culturale della Provincia di Frosinone manifesterebbe mentalità e consuetudini che denotano una scarsa propensione e sensibilità verso il servizio erogato in quanto – spiega ancora Florenziani – non solo lesive dell’onore e della rispettabilità degli abitanti, ma in quanto del tutto indifferenti alle endemiche problematiche che affliggono il servizio idrico locale. Acea Ato 5 ritiene che le cause della forte morosità, oltre alle suddette cause culturali, siano l’inaccessibilità del contatore (che ne impedirebbe un agevole distacco) e la forte incidenza delle morosità cessate, ma non pone minima attenzione alle reali cause di disaffezione della popolazione rispetto al servizio erogato. Le ragioni della morosità andrebbero cercate altrove e, soprattutto, nella carenza di manutenzione che determina una palese inefficienza della rete, nell’inadeguatezza del call center che impedisce la normale dialettica consumatore/azienda e nell’assenza di strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie. Rinnoviamo, pertanto, l’invito ad Acea Ato 5 ad attivare la procedura di conciliazione paritetica cui non ha mai dato seguito, ad implementare l’attività del proprio call-center e dei propri front office, al fine di avvicinarsi ai consumatori e alle reali problematiche da questi troppo spesso riscontrate”.
