Alatri – Le Deleghe consiliari e presidenza del Consiglio dal Prefetto

Andrea Tagliaferri
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Esposto al prefetto dei consiglieri comunali Pavia, Tarquini, Addesse, Costantini.

enrico paviaLo aveva annunciato in tempi non sospetti Tarcisio Tarquini, e così è stato. La querelle relativa all’assegnazione delle Deleghe ai consiglieri ed alla carica di Presidente del Consiglio compie un ulteriore passo, questa volta ufficiale, approdando in mano al Prefetto di Frosinone. “Abbiamo consegnato al Prefetto della nostra provincia un esposto sulle deleghe, a nostro giudizio assegnate illegittimamente dal sindaco di Alatri, ai consiglieri comunali della maggioranza e, addirittura al consigliere che è stato eletto due giorni dopo alla presidenza del Consiglio comunale. Avevamo chiesto al Consiglio comunale di votare una mozione per proporne l’annullamento, ma la maggioranza dell’assemblea non ha ritenuto di esercitare il dovere di difendere da una parte le sue prerogative e, dall’altra, di rivendicare la funzione neutra del presidente del Consiglio. Oggi, perciò, siamo costretti a chiedere al Signor Prefetto di esercitare la sua autorevole “moral suasion” perché il sindaco ripristini condizioni di normalità istituzionale con la revoca delle deleghe. Ci auguriamo che l’invito sia espresso e raccolto, in questo caso rinunceremo a proseguire la nostra azione nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale presso cui, in caso contrario, ci attiveremo nei tempi previsti”. Questa la dichiarazione con cui gli ex candidati sindaco Enrico Pavia e Tarcisio Tarquini, insieme con i consiglieri comunali Roberto Addesse e tarcisio 2016Nazzareno Costantini, hanno reso pubblico l’invio al Prefetto del loro esposto di contestazione delle deleghe “operative” attribuite dal sindaco a tutti i consiglieri di maggioranza, in evidente contrasto – è il parere dei sottoscrittori del documento – con la legge degli enti locali e con lo stesso Regolamento del Consiglio Comunale e dello Statuto comunale. “La questione che noi poniamo con forzaprecisano i consiglieri – non è solo formale; la scelta del sindaco, infatti, determina confusione di ruoli, diminuisce i poteri di controllo del Consiglio comunale, compromette la chiarezza delle responsabilità politiche dell’azione amministrativa, deresponsabilizza la struttura burocratica comunale, provoca danni erariali. Le deleghe assegnate sono para assessorili e, come l’esperienza di questi due mesi conferma, l’attività amministrativa non ne trae alcun vantaggio. Il conferimento generalizzato e improprio di queste deleghe, perciò, si rivela per quello che è: un tentativo di aggirare le norme sulla riduzione del numero degli assessori, con la finalità di spartire un po’ di potere utile per mantenere la traballante coesione del gruppo di maggioranza”.Di particolare gravità – insistono i consiglieri nel loro esposto – è la delega attribuita dal sindaco al presidente del Consiglio comunale Fausto Lisi, che snatura la sua funzione di organo super partes, come lo disegnano la legge, lo Statuto e i Regolamenti comunali; la delega con una competenza operativa specifica – nel caso il centro storico – riduce il presidente al ruolo di strumento della realizzazione dell’attività amministrativa e perciò parte in causa, annullando la sua essenziale funzione di tutela delle prerogative del Consiglio comunale”. fausto lisi“Il paradosso – spiegano ancora i consiglieri firmatari dell’esposto – ha avuto modo di manifestarsi, anche plasticamente, nell’ultima seduta del Consiglio comunale. È avvenuto quando Lisi, chiamato dal Sindaco a rispondere a un’interrogazione consiliare – compito che il regolamento attribuisce al sindaco o all’assessore delegato e non ad altri – ha abbandonato lo scranno di presidente trasferendosi nei banchi consiliari, lasciando così la sua postazione e la presidenza della seduta a un altro consigliere comunale. Siamo alla pantomima, di cui non si sa se ridere o provare vergogna”. A rendere ancora più confuso il quadro delle responsabilità – evidenzia l’esposto – interviene anche la singolare supplenza del dirigente del settore urbanistico dell’ente ricoperta da circa due anni dal segretario comunale. “Anche questa – commentano i consiglieri della minoranza – è un’anomalia che si risolve in un danno per l’efficacia della politica amministrativa, in un settore da noi letteralmente esplosivo che imporrebbe, proprio per questo, una responsabilità dirigenziale a tempo pieno e caratterizzata da una professionalità specialistica che il segretario generale, per ovvi motivi, non può garantire”. La conclusione dei consiglieri è netta. “Confidiamo – dicono – nell’intervento autorevole del Prefetto e, ancora di più, in un ravvedimento seppur tardivo sia del sindaco, che invitiamo a revocare le deleghe conferite, sia del presidente del Consiglio, al quale chiediamo di rimettere la delega o dimettersi dalla presidenza dell’assemblea. Ne trarrebbero giovamento, prima di ogni altro, i nostri concittadini che hanno il diritto di pretendere da chi li amministra chiarezza, trasparenza, efficacia. Quello che la situazione confusa, anomala, illegittima di oggi pregiudica”. And. Tag.  
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