Cervaro – Cerimonia commemorativa per il Carabiniere Vittorio Marandola

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Si è svolta questa mattina a Cervaro la cerimonia di commemorazione del 72° Anniversario dell’olocausto del Carabiniere decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” Vittorio Marandola. Insieme ad Alberto La Rocca e Fulvio Sbarretti, Vittorio Marandola fu trucidato dalle forze di occupazione tedesche il 12 agosto 1944 in Fiesole.

  Alla cerimonia, iniziata alle 10, davanti al Monumento del Decorato hanno preso parte il Vice Comandante della Legione Carabinieri ‘Lazio’ Col. Massimiliano Della Gala, intervenuto in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Tullio Del Sette, il Ten. Col. Andrea Gavazzi, in rappresentanza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone Col. Giuseppe Tuccio, il Comandante della Compagnia di Cassino Magg. Silvio De Luca, il sindaco di Cervaro Angelo D’Aliesio ed il nipote omonimo del decorato, detentore della Medaglia d’Oro al Valor Militare. In Piazza Casaburi è stata deposta una Corona di alloro ai piedi del Monumento dedicato all’Eroe, presso la Stele eretta in prossimità della casa natia del Decorato, ubicata in Piazzetta “Marandola” e presso l’abitazione natia dell’Eroe. Un picchetto composto da sei Carabinieri ed un trombettiere che ha poi intonato “Il silenzio”. Nel corso della cerimonia è stata letta la motivazione della Medaglia d’Oro al “Valor militare alla memoria” concessa al Carabiniere Vittorio Marandola, che così recita: “Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all’attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al Comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone di esecuzione tedesco e, al grido di «Viva l’Italia!», pagava con la sua vita il sublime atto d’altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili”. Nel prendere la parola il Colonnello Della Gala ha portato i saluti del Comandante Generale dell’Arma e poi ha ricordare quei tragici fatti del 12 agosto 1944, sottolineando l’importanza della cerimonia e dell’enorme sacrificio a cui i tre giovani Carabinieri, ricordati anche come “Martiri di Fiesole”, si sottoposero per salvare 10 cittadini inermi che dovevano essere fucilati. Tale atto dimostra un esempio di fedeltà dei Carabinieri verso la Patria. Si è poi soffermato sull’importanza delle Stazioni dei Carabinieri ed in particolare dell’Arma locale che, nel ricordo dell’eroe, continua a prodigarsi a favore della popolazione locale. L’ufficiale ha proseguito, poi, augurandosi che l’atto eroico dei tre martiri sia un esempio di vita per i giovani nostri e delle generazioni future.  
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