Msgc – Alla scoperta di Pozzo Faito

Alessandra Cinelli
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Grande successo per l’escursione a Pozzo Faito, importantissimo sito archeologico a circa 1300 metri di altitudine.

L’evento, promosso dall’associazione culturale Réclame, ha visto la partecipazione di dodici persone che, per rivivere pagine di storia e conoscere meglio il proprio territorio, hanno deciso di mettersi in cammino e di giungere, dopo circa dodici chilometri, al sito. Pozzo Faito è un luogo immerso nella natura, sulle montagne a confine tra Monte San Giovanni Campano e Veroli. Un luogo pieno di storia, come testimonia una grossa pietra su cui è incisa un’iscrizione di epoca romana, che attesta l’esistenza in quest’area di un santuario. Durante il consolato di Lucio Passieno e Gaio Calvisio, nel 4 a.C., due sacerdoti, M. Minio Rufo e L. Vibidio, posero la dedica a Giove Atrato e agli Dei Indigeti, e fecero costruire a loro spese un’edicoletta, una base e un portico. Di tutto questo è rimasto ben poco, oltre l’iscrizione si può notare un trono scavato su roccia, comunemente detto “sedia del papa”. Oggi Pozzo Faito versa nel degrado assoluto e la Favissa Romana è diventata un abbeveratoio per le numerose mucche che pascolano da quelle parti. La presenza di vasche da bagno, contenitori in plastica e rottami, non fa che peggiorare le cose. Maurizio, Marco, Alessio, Sara, Giuliano, Cinzia, Samuele, Rachele, Emanuele, Giuseppe, Elisa e Martina, questi i nomi dei ragazzi che, animati dalla voglia di conoscere meglio il sito, si sono messi in cammino, per circa 5 ore tra andata e ritorno, sfidando il caldo e un sentiero non proprio facile da percorrere. Conoscere è forse l’unico modo per custodire e valorizzare e l’iniziativa promossa da Réclame è servita proprio a questo, oltre che a lanciare un appello alle Istituzioni locali affinché vengano presi subito provvedimenti, dopo le segnalazioni di associazioni ambientaliste negli anni passati, per mettere in sicurezza il sito e per conservare quello che è rimasto.

Nic

     
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