Il punto 113 sulla via Francigena del Sud, si conferma punto di incontro e confronto di cultura e di fede tra pellegrini di ogni nazionalità.
Gli ultimi arrivati sono stati due pellegrine francesi Maria e Monica, partite a piedi da Lione e che hanno come meta Gerusalemme, un ciclista padovano Nicola, diretto a S. Maria de Leuca e una coppia di ciclisti Veronique e Didier diretti alla grotta di S. Michele a Monte S. Angelo. Tutti sono stati accolti fraternamente dal custode-pellegrino Enzo Cinelli e dalla sua famiglia che ha offerto loro un bicchiere d’acqua assieme a un apprezzato piatto di spaghetti al ragù e qualche altra specialità culinaria ciociara. <E’ per me un immenso piacere –ha raccontato Enzo – poter rifocillare gratuitamente dal 2011 questi pellegrini che scoprono le bellezze uniche della nostra amata Ciociaria: Anagni, Ferentino, Veroli, Casamari sono scrigni unici di spiritualità ed arte millenaria che tutti ci invidiano e continuando il loro lento cammino verso i porti pugliesi di imbarco per la Terrasanta, possono ammirare anche Ceprano, Aquino e l’Abbazia di Montecassino, in un continuo scorrere di scenari. Tutti loro ricevono una cartolina ricordo dell’affresco di A. Preszler, il timbro sulla loro credenziale e scattano varie foto sulle tante opere d’arte presenti in questo singolare museo a cielo aperto tutto dedicato ai pellegrini, i loro messaggi lasciati sul Libro degli ospiti sono il solo compenso che chiedo. Da domani, inoltre, per quattro giorni sarò volontario all’accoglienza in piazza S. Pietro a Roma, nell’ufficio gestito dallo scorso giugno dalla Confraternita S. Jacopo de Compostella di Perugia (di cui sono confratello dal maggio 2015, dopo aver percorso il Cammino di Santiago e la Francigena). Qui i pellegrini che giungono a piedi o in bici, ricevono il “Testimonium Ad Limina Petri” che certifica il loro cammino di fede.
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