E’ pervenuta alla redazione di Tg24.info una nota a firma “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme” in cui si chiede di replicare e rettificare il contenuto di un nostro articolo realizzato nei giorni scorsi (clicca qui), in cui i cittadini di Gallinaro sono stati intervistati sui fatti accaduti, esprimendo la loro opinione anche in virtù di una esperienza personale di fede che oggi, a quanto pare, più di qualcuno rinnega fortemente. Come si evince dall’articolo, in cui emerge anche come il paese sia spaccato in merito alla delicata questione, nessuno ha speso una sola parola contro la sig.ra Giuseppina Norcia che è stata tutt’altro che calunniata (come si sostiene invece nella nota di seguito) ma anzi ricordata con affetto da tutti. (dir)
“La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme intende replicare all’articolo pubblicato dalla Vostra testata giornalistica in merito alla “presa di posizione” del Vaticano nei confronti di tutti fedeli che liberamente e legittimamente si riconoscono in questa Chiesa, nella libertà di culto garantita dalla costituzione italiana.
Si precisa che è palesemente e clamorosamente falsa, nonché tendenziosa, la notizia secondo la quale la Sig.ra Antonia Fazio, madre di Giuseppina Norcia, “è molto dispiaciuta dell’errato percorso intrapreso a seguito della morte della figlia”. A tal proposito la Sig.ra Antonia Fazio è formalmente e sostanzialmente parte integrante della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme e non vi è in ella alcun dispiacere circa il percorso che i fedeli hanno intrapreso. Al contrario, il suo dispiacere deriva dal vedere la figlia tanto amata oggetto di calunnie di ogni tipo rivolte nei confronti di Giuseppina e di Samuele Norcia, nonché dei fedeli tutti.
Inoltre è falsa e priva di fondamento la notizia secondo la quale i defunti “non vengono tumulati al cimitero”. Nel rito funebre celebrato secondo i canoni di questa Chiesa, i fedeli defunti sono accompagnati e tumulati al Campo Santo, accompagnati dalla preghiera e nell’unione fraterna dei fedeli partecipanti al rito.
Inoltre si precisa che il termine “setta” da Voi riferito alla Chiesa non è accettabile. Infatti tale termine offensivo e denigratorio risulta inaccettabile e per niente ossequioso della dignità e della libertà altrui”.
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