L’ergastolo “è l’unica sanzione che veramente si addice a un grumo tanto stupefacente di inusitata e amorale violenza”. Lo ha scritto il giudice Lanna nelle 50 pagine di motivazioni della condanna per Antonio Palleschi, il Mostro del Fibreno.
Cinquanta pagine in cui il Giudice sottolinea come l’assassino di Gilberta Palleschi, la prof. di inglese uccisa barbaramente il 1 novembre 2014 a Broccostella abbia mostrato sprezzo della vita: “L’aggressione è avvenuta alle spalle per violentarla”, si legge ed ancora “Gli atti posti in essere dall’imputato, afferrare, aggredire, palpare integrano a pieno titolo la condotta dell’art. 609 bis”.
Quindi lo descrive con queste parole: “Si tratta di un uomo assolutamente incontinente sotto il profilo degli impulsi sessuali sprezzante della vita umana, incline alla violenza, privo di vincoli interiori. E’ lucido, determinato, granitico nella sua decisione criminosa”. Sono parole pesanti come macigni, che fanno male: “L’ergastolo è una pena non vuole avere alcuna funzione propriamente esemplare o riparatrice. E’ la pena giusta”.
La difesa di Antonio Palleschi è pronta all’Appello.
r.p.
