Alatri – Tarcisio Tarquini, incassa la sconfitta e rilancia

Andrea Tagliaferri
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Analisi prima d’istinto e poi razionale per il leader del raggruppamento civico che assicura: “non disperderemo questa bella esperienza comune”.

  tarcisio 2016Tarcisio Tarquini, candidato di Alatri in Comune, Prospettiva Futura e Patto Civico, ammette la sconfitta, nonostante il buon risultato personale che ha segnato più di 400 voti oltre quelli delle sue liste, ma non demorde. A caldo, questa mattina, ha commentato d’istinto sui social postando una lettera ricevuta poco prima e che lo avrebbe riempito di gioia. “Ho ricevuto diversi messaggi tra ieri e oggi, man mano che si delineava un risultato elettorale lontano dalle attese mie e di chi mi ha accompagnato nella straordinaria esperienza elettorale che ho vissuto e riguardo la quale non ho né pentimenti da confessare né recriminazioni da muovere. Ringrazio tutti i miei compagni e le mie compagne di viaggio, so che cammineremo ancora insieme. A offrirmene conferma, questa mattina mi è arrivato questa lettera. La rendo pubblica, omettendo il nome della persona che l’ha inviata, perché – insieme con le altre che ho ricevuto – mi fa pensare che il mio progetto (o sogno?) di cambiamento della mia città non sia ancora finito. La lettera recitava così ‘Salve, lei non mi conosce, ma io ho sentito parlare molto lei, e di lei. E mi sono fidata, e mi fido. Nonostante il risultato delle elezioni, vorrei dirle una cosa. Vado in chiesa la domenica, e faccio aperitivi e colazioni nei vari bar di Alatri ogni settimana. Passo in biblioteca più tempo che a casa, e faccio parte di un’associazione culturale e di una di beneficienza (…). Frequento il campetto di basket e prendo il treno la domenica con più universitari di Alatri. Ho chiesto molto, e ovunque al “chi voti?” mi hanno risposto “Tarcisio!”. Davvero, al massimo un paio di eccezioni. Nonostante il risultato, le chiedo di impegnarsi per il nostro paese come se avesse vinto. Come ha detto lei “se l’amministrazione non c’è, allora senza!”. So che Alatri è grande, ma la sua Alatri, quella che le ha dato fiducia, dico coloro che poi effettivamente partecipano alla vita del paese, coloro che vogliono andare fieri della cultura e della bellezza, che vogliono sentirsi a casa nel proprio paese ed essere liberi di essere creativi e i migliori in un contesto che valorizza i talenti. Quelli che vede in giro, che accolgono tutte le opportunità, quando ci sono, e quando non ci sono si trascinano facendo le solite cose, ma senza rinunciare mai almeno al paese come luogo, come sfondo insostituibile. Quella Alatri ha bisogno di lei. Non ha perso, ha molto da fare ancora!’”. Poche ore dopo, a mente più fredda, è arrivato il comunicato stampa ufficiale, che analizza più razionalmente l’esito del voto: “La nostra proposta di cambiamento di Alatri non ha incontrato l’adesione dei cittadini e delle cittadine che avevamo chiesto e auspicato. Ci sarà modo di analizzarne compiutamente le ragioni e per questo abbiamo già convocato per domani sera una prima riunione dei candidati e dei movimenti civici che hanno dato vita alla nostra iniziativa elettorale. Il voto, tuttavia, ci ha premiato nel centro storico e nel circondario urbano e perciò ha posto in luce una situazione di disagio che ha cercato una risposta nella mia candidatura a sindaco e nelle nostre proposte di una “terapia” di emergenza, costituita da un insieme di misure urbanistiche, fiscali, commerciali, culturali e produttive. È un punto da cui difficilmente si potrà prescindere. Abbiamo adesso il compito– chiude Tarquini- di non disperdere la bella esperienza di persone, idee, progetti che si è raccolta intorno alla mia candidatura: un patrimonio di energie, soprattutto giovanili, che cambierà la nostra città con il progetto civico di cui il 5 giugno ha segnato solo l’esordio”.   A.T.
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