Co.E.Sa. non demorde, e dopo le due manifestazioni tenutesi ad Anagni, la seconda il 2 giugno con i risvolti che hanno terremotato la stessa maggioranza di governo, intendono salire di livello.
“Vogliamo ancora una volta ringraziare i cittadini di Anagni che sono intervenuti il 2 giugno all’incontro indetto da CO.E.SA. – questo il loro comunicato – per continuare ad affrontare il gravissimo e ormai cronico problema dell’assenza di una sanità decente nella nostra città. È vero, visto il tema, dovevamo essere molti di più, ma fatto sta che sta nascendo un movimento popolare che finalmente non vuole più accettare i giochetti politici dei soliti bravi politici ciociari che continuamente chinano la testa ad ogni diktat che viene da Roma. Un movimento autentico che di certo non si farà azzittire da qualche poltrona al comune o in banca, che ha intenzioni di lottare per il proprio diritto alla salute indipendentemente dal sindaco o dal governatore di Regione al comando. Abbiamo ribadito quali sono i punti sui quali si deve intavolare una trattativa e che devono essere realizzati dalle istituzioni per avere una sanità finalmente efficiente. Non ci stiamo più al giochetto delle tre carte. O si realizza un serio piano di rilancio della sanità provinciale e quindi anagnina, oppure è meglio chiudere tutto. Servono medici, infermieri, tecnici e strutture, non chi ci viene a fare gli interventi di asportazione delle emorroidi. Non ci servono i medici di base che vengono a prendere circa 39 euro all’ora durante il turno notturno. Ieri aspettavamo Bassetta, che rifiutiamo di chiamare sindaco, perché a quanto pare ha deciso di rinchiudersi nelle sue roccaforti circondato dai suoi fedelissimi assessori e consiglieri, pensando di svolgere il ruolo di sindaco. Un vero affronto alla città il suo, quello di non parlare con i cittadini, e gravissimo il suo non rispettare il cerimoniale del 2 giugno e cioè della Festa Repubblica. Ricordiamo a Bassetta che la festa va celebrata in piazza oppure al Comune e non presso la Caserma dei Carabinieri, perché a scegliere la Repubblica e non la Monarchia furono tutti i cittadini italiani. Senza dimenticare che il monumento ai caduti si trova a Piazza Cavour e almeno i morti avrebbero meritato una corona di fiori decente e non un mazzo di fiori di 5 euro. Continueremo a farci sentire, questa è una promessa. Abbiamo intenzioni stavolta di non cedere e il prossimo incontro lo organizzeremo proprio a Frosinone alla ASL”. Jackal
